La turbolenza… nell’arte!

La matematica nascosta dietro la “Notte stellata” di Van Gogh
Lezione di Natalya St. Clair, animazione di Avi Ofer.

Il fisico Werner Heisenberg disse: “Quando incontrerò Dio, gli farò due domande: il perché della relatività e il perché della turbolenza. Mi risponderà di sicuro alla prima.” Per quanto la turbolenza sia difficile da comprendere dal punto di vista matematico, possiamo usare l’arte per rappresentarla. Natalya St. Clair ci mostra come Van Gogh abbia catturato questo profondo mistero dei movimenti, dei fluidi e della luce nelle sue opere.


La maggior parte degli esperti sono concordi nel sostenere che  quest’opera sia stata dipinta poco prima dell’alba del 19 giugno 1889, durante l’anno di permanenza nella clinica psichiatrica di Saint-Rémy-de-Provence, ma su tale data non mancano le controversie.

« […] Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c’era che la stella del mattino, che sembrava molto grande. Daubigny e Rousseau hanno già dipinto questo, esprimendo tutta l’intimità, tutta la pace e la maestà e in più aggiungendovi un sentimento così accorato, così personale.

 Van Gogh

Ora provate a immaginare lo stesso effetto… con i suoni!!!!

Debussy – Arabesque

“Arabesques, L 66 – Arabesque #1 In E” di Dubravka Tomsic (Google PlayiTunes)

Debussy – Rêverie

F. J. Thiollier, pianist

 

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