Buone vacanze a tutti!

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Dımash Qudaıbergen

ELIM MENIŃ


STRANGER


AVE MARIA


Dımash Qudaıbergen è un cantautore e polistrumentista kazako. Ha effettuato studi universitari sia in musica classica sia in musica contemporanea; dotato di orecchio assoluto, si distingue per la precisione nell’attacco delle note, la flessibilità nella dinamica e per il suo registro musicale che si estende per sei ottave e cinque semitoni, da A1 a D8.Questo varia da sotto le note più basse della gamma del basso a ben oltre la nota più alta della gamma del soprano. Sebbene gli fosse stata offerta una posizione all’Opera di Astana ha preferito una carriera nel panorama musicale contemporaneo, incorporando elementi di musica classica, musica tradizionale kazaka e musica pop.

Ha guadagnato notorietà in Kazakistan e nei paesi ex-sovietici nel 2015 dopo aver vinto la competizione Slavianski Bazaar a Vitebsk in Bielorussia. È diventato popolare in Cina dopo aver partecipato al programma The Best Singer 2017 sul canale Hunan. Ha inoltre acquisito notevole popolarità a livello internazionale in virtù delle sue doti canore che hanno stupito maestri di canto e il pubblico generale, tanto che alcuni lo definiscono un alieno, il miglior cantante al mondo e la voce più bella mai esistita.

Nel corso di un’esibizione dal vivo nel 2017 è riuscito a cantare un re nell’ottava ottava appena sotto il record mondiale, che secondo il Guinness dei primati appartiene al cinese Wang Xiaolong che è riuscito a riprodurre un mi nell’ottava ottava durante una trasmissione televisiva.

Il suo disco di esordio iD, annunciato il 13 giugno 2019 sul suo profilo Instagram ufficiale, è diventato disco di platino in soli 37 secondi.

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/D%C4%B1mash_Quda%C4%B1bergen

SOS

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Ave Maria

Ave Maria – G. Caccini / Brinums – Inessa Galante /

Letvia National Symphony Orchestra / A. Vilumanis


Dimash Kudaibergen ha eseguito la composizione “Ave Maria” al concerto di gala finale del New Wave 2021 International Competition for Young Performers a Sochi, in Russia.


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432 Hz

«432 Hz è la frequenza che risuona naturalmente con le frequenze base del nostro organismo e dell’universo. La musica che si basa sul 432 Hz dà pace, energia e guarigione».

Bella musica per aumentare i livelli di serotonina, dopamina e rilasciare endorfine – libera la negatività.


432 Hz – Musica di guarigione profonda per il corpo e l’anima – Musica di riparazione del DNA, musica di rilassamento, musica di meditazione.

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Charles Ives – The Unanswered Question

New York Philharmonic
Leonard Bernstein

Un brano che mi piace molto: The Unanswered question di Charles Edward Ives.

Una domanda sull’esistenza, viene ripetuta ben sette volte e sempre uguale dalla tromba, sul silenzio dei Druidi – un largo degli archi -; la question ottiene sei risposte sempre più concitate, dissonanti e affannose da un quartetto di flauti (combattenti) e alla fine… rimane senza risposta!

Poliritmia in perfetto equilibrio: archi e tomba sempre in Largo molto sempre 50=semiminima; quartetto di flauti in tempo sempre più veloce: prima adagio come la tromba e gli archi, poi… andante, allegretto, allegro, allegro molto, allegro accelerando verso il presto, molto agitando e con fuoco!

Qui sono postati i materiali, elaborazione in classe.

Buon ascolto!

James Sinclair, Conductor.
Northern Sinfonia

Robert Morgan osserva che la composizione è  costruita su tre distinti strati, ciascuno dei quali mostra una specifica caratteristica musicale. Il primo strato è costituito dagli archi, che suonano fuori scena una serie di triadi a note lunghe che potrebbero appartene alla tonalità di Do o di Sol, sempre con dinamiche molto basse e in tempo Largo. La tromba, pur suonando sempre con il tempo degli archi, appartiene invece ad un secondo strato in quanto ripete sette volte, e in modo quasi sempre uguale, una figura melodica atonale che rappresenta la “question” del titolo. Il terzo strato è rappresentato dai quattro flauti che “rispondono” per sei volte alla “domanda” della tromba con dei passaggi polifonici dissonanti che diventano sempre più forti dinamicamente, più frenetici come ritmo interno e più veloci come tempo, passando da un Adagio iniziale ad un Molto agitando, con fuoco finale. [Morgan 1991, p. 145]


CCM Concert Orchestra
Olivier Ochanine, conductor
Nov. 24, 2009

Risultati immagini per ives

Il compositore illustra il significato del suo pezzo in una nota introduttiva alla partitura:

Gli archi suonano ppp da cima a fondo senza mai cambiare tempo. Essi vogliono rappresentare “I Silenzi dei Druidi che sanno, vedono e non odono nulla”. La tromba intona “L’eterna domanda sull’Esistenza” e la ribadisce ogni volta con la medesima intonazione espressiva. Ma la ricerca dell’ “Invisibile risposta” intrapresa dai flauti […]  cresce gradualmente in intensità, velocità e volume sonoro, partendo da un animando per arrivare ad un con fuoco. Non è necessario che questa parte sia suonata nell’esatto numero  di battute indicate. Deve essere eseguita in modo da assumere piuttosto un carattere improvvisatorio […] “Coloro che rispondono azzuffandosi” [i flauti] man mano che il  tempo passa, e dopo un “convegno segreto”, sembrano intuire la futilità di questa ricerca e cominciano a beffarsi della “Domanda”. La disputa per il momento è sospesa. Dopo la loro scomparsa, la” Domanda” è posta per l’ultima volta, ed “I Silenzi” si odono ancora nella “Indisturbata solitudine” [C. Ives, pref. alla partitura, trad. in Vinay 1974, p.135].



Da “The Unanswered Question”, Six Talks at Harvard di Leonard Bernstein.
Nella quinta conferenza, intitolata “The Twentieth Century Crisis”, Bernstein descrive “The Unanswered Question” di Charles Ives.
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I pianeti op. 32 di Gustav Holst

Pubblicato il 18 gennaio 2019 da mariarosa2014

I pianeti, op. 32 (The Planets) è una suite per grande orchestra in sette movimenti, scritta dal compositore inglese Gustav Holst fra il 1914 e il 1916.

È scritta per un organico particolare, molto ampio, influenzato molto probabilmente da alcune composizioni di Gustav Mahler (Sinfonia n. 6) e Arnold Schönberg (5 pezzi per orchestra). Questa suite prende spunto dalla passione dell’autore per l’astrologia e la teosofia.


Ognuno dei sette movimenti reca nel titolo il nome e il carattere astrologico di un pianeta.

  1. Mars, the Bringer of War
  2. Venus, the Bringer of Peace
  3. Mercury, the Winged Messenger
  4. Jupiter, the Bringer of Jollity
  5. Saturn, the Bringer of Old Age
  6. Uranus, the Magician
  7. Neptune, the Mystic
  • Il primo dei sette brani della suite è Mars, The Bringer Of War (“Marte, il portatore di guerra”), ispirato al carattere battagliero e implacabile del dio della mitologia greca e romana che dà il nome al pianeta. È un brano imponente e impressionante, dall’opprimente ritmo di 5/4 (che nel finale cambia in 5/2 e in 3/4) e dalle forti dissonanze; fu definito “il più feroce pezzo di musica di tutti i tempi” ed evoca una scena di battaglia di immense proporzioni. È il brano più famoso, citato e imitato di Holst. Ha certamente influenzato un certo stile compositivo di colonne sonore del cinema, specie di film d’ambientazione fantascientifica. Holst diresse l’esecuzione di questo movimento poco più veloce di una marcia, dandogli un carattere meccanico e inumano.
  • Il secondo brano è Venus, the Bringer of Peace (“Venere, la portatrice di pace”), brano pacato, sereno e dolcemente evocativo, ispirato alla figura dell’antica dea e dall’apparenza di luminosa placidità del pianeta (Venere è il pianeta più luminoso del cielo).
  • Mercury, the Winged Messenger (“Mercurio, il messaggero alato”) è uno scherzo veloce, leggero, scintillante nell’orchestrazione e nell’uso di armonie esotiche. Probabilmente l’idea di velocità fu ispirata anche dal fatto che il pianeta Mercurio ruota molto velocemente intorno al sole (88 giorni).
  • Jupiter, the Bringer of Jollity (“Giove, il portatore dell’allegria”), brano di larga popolarità, alterna momenti di grande allegria e scoppiettante giovialità a momenti (nella sezione centrale) di epica, cantabile solennità. L’inciso centrale fu infatti rielaborato successivamente da Holst in un inno (I Vow to Thee, My Country), molto popolare in Inghilterra ed usato spesso in occasioni solenni. Il pianeta Giove è il più grande del sistema solare.
  • Il brano dedicato a Saturno, Saturn, the Bringer of Old Age (“Saturno, il portatore della vecchiaia”), che inizia con una regolare e lugubre scansione ritmica, come il ticchettio di un orologio, che accompagna poi l’intero brano, rappresenta l’ineluttabilità del cammino della vita e rivela sia la dignità sia la fragilità della vecchiaia. È il brano più originale della serie e Holst lo predilesse tra tutti.
  • Uranus, the Magician (“Urano, il mago”) è un brano dall’incedere frenetico e grottesco, caratterizzato da una crescente vitalità che sfocia in un pianissimo finale, chiaramente un omaggio ad un altro celebre scherzo sinfonico, L’Apprendista Stregone di Paul Dukas.
  • Neptune, the Mystic (“Nettuno, il mistico”), che rappresenta il remoto e misterioso (all’epoca) pianeta Nettuno, è un brano misterioso ed evocativo di remoti mondi alieni, privo di un tema ben definito, un’eterea alternanza di due accordi minori a distanza di una terza minore, che nella parte finale viene arricchito da un coro femminile dietro le quinte.

La Terra non è inclusa.


Gustav Holst

Gustav Theodor Holst (Cheltenham, 21 settembre 1874– Londra, 25 maggio 1934) è stato un compositore e direttore d’orchestra inglese.


I pianeti: il trionfo mondiale

La suite I pianeti (The Planets) fu e rimane ancora oggi l’opera più amata e ammirata di Holst. Fu concepita a partire dal 1914 sulla scia del grande interesse per l’astrologia e la teosofia che Holst aveva sviluppato a partire dal viaggio in Spagna e dalla conoscenza con C. Bax, e delle letture (soprattutto dell’opera dell’astrologo Alan Leo). Holst e la moglie risiedevano spesso nella casa di campagna di Thaxted, nell’Essex, immersi in un ambiente ricco di suggestioni del passato, a cominciare dall’architettura medievale e dal paesaggio.

È una serie di bozzetti musicali ispirati da ‘umori’ legati ai pianeti, piuttosto che qualcosa di concretamente collegato all’astrologia. Holst aveva comunque certamente tratto ispirazione dal libro The Art of Synthesis di Alan Leo, che è diviso in capitoli ognuno dei quali è dedicato ad un pianeta e ne descrive le caratteristiche della personalità e i valori ad esso associati, così che per esempio, nel libro di Leo

  • Marte – Indipendente, ambizioso, caparbio
  • Venere – Amore che rinasce, emotività
  • Mercurio – Il messaggero alato degli dei, pieno di risorse, eclettico
  • Giove – Portatore d’abbondanza e perseveranza.

Holst fu inoltre influenzato da un astrologo del XIX secolo chiamato Raphael, il cui libro verte sul ruolo che giocano i pianeti nei destini del mondo. L’opera venne completata in due fasi: dapprima Marte, Venere e Giove, quindi Saturno, Urano, Nettuno e Mercurio dopo una pausa dedicata ad altre composizioni. L’ultima nota fu scritta nel 1916. L’influenza di Stravinskij fu colta da un critico, che definì la suite “la Sagra della Primavera inglese”. È possibile scorgervi anche influenze di Debussy e Richard Strauss, oltre che dell’amico Vaughan Williams.

È inoltre interessante notare che The Planets è stato fonte d’ispirazione per varie colonne sonore cinematografiche. È noto che John Williams usò Marte, assieme ad altri brani di musica classica, come musica provvisoria non originale durante la lavorazione di Guerre stellari e in seguito ne citò palesemente alcuni temi nella sua colonna sonora originale definitiva. Si notano anche somiglianze tra la colonna sonora (di Alan Silvestri) di The Abysse Nettuno, tra la colonna sonora (di Bernard Herrmann) di La donna che visse due volte e Viaggio al centro della Terra e Saturno, tra quella (opera di James Horner) di Titanic e Nettuno o Braveheart – Cuore impavido con “Giove” e infine tra quella de La Bibbia (1966) e – ancora una volta – Saturno.

La pattinatrice di livello mondiale giapponese Mao Asada scelse di utilizzare Jupiter come musica di accompagnamento per le esibizioni da galà che si svolsero al termine delle gare ISU per l’annata 2011 – 2012 nella versione rivista dallo stesso Holst nella quale l’inciso centrale fa da accompagnamento all’inno popolare inglese I vow to thee, my country.

fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Gustav_Holsthttps://it.wikipedia.org/wiki/I_pianeti
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Musica per cambiare il mondo: il femminismo dall’opera lirica al rock

(Collegamenti interdisciplinari per l’esame di Licenza media)

di Giulia Scialò

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I musicisti e la pazzia

https://www.rainews.it/archivio-rainews/media/piano-pianisimo-i-musicisti-e-la-pazzia-c16d95de-3cfb-4371-b566-0236b9411fa6.html

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Far Away

Wherever I go
Far away and anywhere
Time after time you always shine
Through dark of night calling after me

And wherever I climb
Far away and anywhere
You raise me high beyond the sky
Through stormy night lifting me above

Venite Spiritu et emitte caelitus
Venite Spiritu et emitte caelitus
Venite Spiritu
Venite Spiritus

Far away beyond the sky

Whenever I cry
Far away and anywhere
You hear me call when shadows fall
Your light of hope showing me the way

And wherever we climb
Far away and anywhere
You raise me high beyond the sky
Through stormy night lifting me above

Venite Spiritu et emitte caelitus
Venite Spiritu et emitte caelitus
Venite Spiritu
Venite Spiritus

Far away beyond the sky

Fonte: Musixmatch

Compositori: Robert Prizeman / Takatsugu Muramats

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La Moldava – Bedřich Smetana

Bedřich Smetana – La Moldava

La Moldava è un poema sinfonico del 1874 composto da Bedřich Smetana facente parte del ciclo sinfonico Má vlast (“La mia patria”) insieme ad altri cinque poemi.

Nella Moldava, Smetana celebra la bellezza del fiume Moldava (da cui ha preso nome anche il poema), che nasce nei boschi della Selva Boema e dopo aver attraversato la campagna, giunge a Praga per poi sfociare nell’Elba, che a sua volta si getterà nel Mare del Nord.

Il poema sinfonico è diviso in sette parti: le sorgenti, che sono una di acqua fredda e una di acqua calda che vanno a incrociarsi; la caccia agli animali; le danze allegre degli uomini al matrimonio; la danza delle ninfe al chiaro di luna (che è la parte più fantasiosa della sinfonia); le rapide di san Giovanni; il castello di Vyšehrad accompagnato da una citazione del tema del poema sinfonico omonimo composto dallo stesso autore; infine, l’ingresso nella città di Praga.

Vltava (Moldava): il fiume che si fa poesia – Programma

1. la sorgente 0:10

2. il corso del fiume (melodia-ritornello) 1:12

3. la caccia nei boschi 2:57

4.una festa di nozze contadina 3:59

5. la pianura di notte 5:28

6. ripresa il corso del fiume 8:18

7. le cascate 9:07

8. l’attraversamento trionfale di Praga 10:26

9. l’addio (confluenza nell’Elba). 12:05

Prima esecuzione 04 aprile 1875

Uno dei temi più celebri del poema sinfonico è tratto dal motivo della popolare canzone rinascimentale italiana Ballo di Mantova (conosciuto anche come Fuggi fuggi fuggi), che le truppe mercenarie delle guerre d’Italia del ‘500 e ‘600 diffusero in tutta Europa. Da qui entrò anche nelle tradizioni popolari slave, da cui Smetana trasse il tema principale della Moldava.

La Moldava – una pagina dello spartito autografo
Bedřich Smetana 

fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/La_Moldava


Anonimo (Italy, 16th Century) – Fuggi fuggi (Ballo di Mantova)

V Festival Internazionale di Chitarra “Sei Corde d’Autunno” Renata Fusco, Lorenzo Micheli, Matteo Mela & Massimo Lonardi. Recorded October 10th, 2015. Audio and Video by Drew Henderson

Fuggi, Fuggi, Fuggi dai lieti amanti – Angelo Branduardi (Ballo di Mantova)

Da Futuro Antico II, una delle top-ten del XVII secolo. La melodia si diffuse rapidamente in tutta Europa, giungendo addirittura in America e molti testi furono cantati sulle sue note. Il successo fu tanto clamoroso che questo tema entro’ a far parte del folklore di molti paesi, rendendo quasi impossibile risalire alle sue origini ed al suo compositore. L’inno nazionale Israeliano, Hatikvah, prende spunto dal Ballo di Mantova così come la celebre Vltva (La Moldava) di Bedřich Smetana. Branduardi, nella sua opera, ha rielaborato la versione strumentale a quattro parti di Gasparo Zanetti (editore musicale e violinista del 1600) ed il drammatico testo “Fuggi, fuggi da’ lieti amanti”. (Alessandra Mazzucco)

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Tartini violinista spadaccino

A Giuseppe Tartini nel 250° anniversario della morte

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO

FEDERICO GUGLIELMO Violino solista e concertatore

ELISABETTA GARILLI Voce narrante

GIULIA ORECCHIA Animazioni

Musiche di G. Tartini e F.M. Veracini

Testi di E. Garilli e illustrazioni di G. Orecchia dall’albo illustrato Carthusia Edizioni

Regia video Massimo Belluzzo

Ingegnere del suono Matteo Costa

Iniziativa sostenuta dalla Fondazione Cariparo In collaborazione e con il contributo del Comune di Padova / Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche Con il contributo del Mibact e della Regione del Veneto.

Nell’ambito di Tartini 2020 Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto © 2020

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Mozart in quartetto

Mozart @ Padova 1771-2021 Un viaggio musicale

QUARTETTO D’ARCHI DELL’ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO

Giacomo Bianchi, violino I

Laura Maniscalco, violino II

Alberto Salomon, viola

Giancarlo Trimboli, violoncello

SANDRO CAPPELLETTO, testo e voce narrante

W. A. Mozart Quartetto n. 1 K 80 “di Lodi”

Allegro dal Quartetto n. 2 K 155

Adagio dal Quartetto n. 3 K 156

Regia video Matteo Menapace

Tecnico del suono Davide Corsato

Post-produzione audio Matteo Costa

Iniziativa sostenuta dal Ministero della Cultura Con il patrocino della Regione del Veneto, Provincia di Padova e Comune di Padova

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La grande porta di Kiev –  Modest Petrovič Musorgskij

Quadri di un’esposizione è una suite per pianoforte a soggetto di Modest Petrovič Musorgskij

Fu probabilmente nel 1870 che Musorgskij conobbe l’artista e architetto Viktor Aleksandrovič Hartmann. I due svilupparono rapidamente un profondo sentimento di amicizia, poiché entrambi appartenevano a quel gruppo di intellettuali russi che aspiravano a un’arte legata alle radici culturali della loro terra, al suo folclore e alle sue tradizioni, rifiutando le influenze straniere.

Hartmann morì improvvisamente per un aneurisma nel 1873, a soli 39 anni. In suo ricordo ebbe luogo tra febbraio e marzo del 1874, su iniziativa di Stasov, una mostra all’Accademia russa di belle arti a San Pietroburgo, dove furono esposti circa 400 suoi lavori. Musorgskij, che aveva contribuito prestando alcune opere della sua collezione, rimase molto colpito dalla visita alla mostra, e nel giro di poche settimane compose i Quadri di un’esposizione.

Come per la maggior parte delle opere di Musorgskij, anche la pubblicazione dei Quadri di un’esposizione fu una vicenda travagliata. Infatti il lavoro fu dato alle stampe solo nel 1886, cinque anni dopo la morte dell’autore, a cura del suo amico Nikolaj Rimskij-Korsakov. Questi però, convinto che nel manoscritto fossero presenti numerosi errori, che riteneva necessario correggere, non pubblicò la partitura originale, ma apportò parecchie modifiche. Solo nel 1931 l’opera fu pubblicata in accordo al manoscritto di Musorgskij, che venne poi pubblicato in fac-simile nel 1975.

La suite è composta da quindici brani, dieci ispirati ai quadri e cinque Promenade (passeggiata), che rappresentano il movimento dell’osservatore da una tela all’altra. La grande porta di Kiev è il quadro finale.

V. Hartmann, Progetto per la grande porta cittadina di Kiev – Facciata principale

Hartmann progettò una porta monumentale in onore dello zar Alessandro II, per commemorare il fatto che il monarca era scampato a un tentativo di assassinio il 4 aprile 1866. Egli lo riteneva il miglior lavoro che avesse mai fatto. In effetti il suo progetto risultò vincitore in un concorso nazionale, ma poi i piani per costruire la struttura furono abbandonati. Il movimento presenta un grandioso tema principale quasi a glorificare la Promenade di apertura. Il solenne tema secondario è basato su un inno battesimale tratto dal repertorio di canti della Chiesa ortodossa russa. Il pezzo ha la forma di un ampio rondò in due sezioni principali: ABAB|CADA. La prima parte del movimento rispetta la struttura di uno schema ABABA. La sua brusca interruzione con nuova musica appena prima della sua conclusione attesa dà al resto del movimento un senso di vastità: questo esteso congedo fa da coda alla suite nel suo complesso.

  1. A Tema principale (forte) Tempo: Maestoso
  2. B Tema dell’inno (piano) (la bemolle minore)
  3. A Tema principale (forte) Le scale discendenti ed ascendenti ricordano un insieme di campane.
  4. B Tema dell’inno (piano) (mi bemolle minore)
  5. C Interludio/Transizione (forte) Il tema della Promenade viene richiamato. Suggestioni di meccanismi d’orologio, campane, ascesa.
  6. A Tema principale (fortissimo) Figure di terzine. Tempo: Meno mosso, sempre maestoso
  7. D Interludio/Transizione (mezzo forte con crescendo) Terzine.
  8. A Tema principale (fortissimo) Tempo: Grave, sempre allargando Il ritmo rallenta fino al punto fermo della cadenza finale.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Quadri_di_un%27esposizione

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La grande Pasqua russa di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov



Rimski-Korsakov (1844-1908) Ouverture La grande Pasqua russa, Op. 36 – Orquesta Sinfónica de Minería

La grande Pasqua russa. Ouverture su temi della Chiesa russa per grande orchestra, Op. 36 è un’ouverture sinfonica di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov per grande orchestra.

Nell’inverno 1887-88 Rimskij-Korsakov concepì l’idea di comporre un’ouverture basata su temi del’Obichod, una raccolta di canti liturgici della Chiesa ortodossa russi, dedicato alla memoria di Modest Petrovič Musorgskij ed Aleksandr Borodin, i due membri del Gruppo dei Cinque prematuramente scomparsi.

Rimskij-Korsakov scrisse il programma in prosa, e lo fece stampare nell’edizione della partitura. Esso recita:

«Che Dio si levi, e che i suoi nemici siano dispersi, e fuggano dalla Sua presenza coloro che Lo odiano. Che si disperdano come si disperde il fumo; come la cera si scioglie al fuoco, così gli empi periscano alla presenza di Dio. E dopo che il sabato fu passato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salomè comprarono dei profumi per andare ad ungere Gesù. E partite di buon mattino il primo giorno dopo il sabato, giunsero al sepolcro che il sole si era già levato. E si dicevano tra loro: “Chi ci sposterà la pietra dalla porta del sepolcro?”. E videro che la pietra era stata levata; ed era molto grande. E, entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto sul lato destro, vestito di vesti bianche, e ne furono turbate. Egli disse loro: “Non abbiate paura. Voi cercate Gesù il Nazareno, che è stato crocifisso; Egli è risorto.” E la lieta novella si sparse per tutto l’universo, e coloro che Lo odiavano fuggirono dinanzi a Lui, dispersi come il fumo. “È risorto!” cantano i cori degli Angeli in cielo, al suono delle trombe degli Arcangeli e al fruscio delle ali dei Serafini. “È risorto!” cantano i sacerdoti nei templi, in mezzo a nuvole d’incenso, al lume di innumerevoli candele, al suono delle campane trionfanti.»

La lunga e lenta introduzione rappresenta la profezia di Isaia sulla Risurrezione di Cristo. Il successivo Andante lugubre illustra il sacro sepolcro, che d’improvviso risplende di luce al momento della Risurrezione, nel passaggio al successivo Allegro, che conduce all’atmosfera di festa della messa ortodossa mattutina.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/La_grande_Pasqua_russa

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Una notte sul Monte Calvo di  Modest Petrovič Musorgskij

Una notte sul Monte Calvo è un poema sinfonico di Modest Petrovič Musorgskij.

Ispirato da opere letterarie russe e leggende, Musorgskij fece di un sabba di streghe il tema di un poema sinfonico che intitolò La notte di San Giovanni sul Monte Calvo  completandolo il 23 giugno 1867, la vigilia della festa di Ivan Kupala. Il Monte Calvo in questione si trova in Ucraina: il suo nome è Lysa Hora

Da alcune note nei suoi manoscritti, sembra che Musorgskij, tra il 1858 e il 1860, avesse avuto l’idea di comporre un’opera che includesse la rappresentazione di un sabba, basandosi sul racconto di Gogol’ La sera della vigilia di San Giovanni ed altro materiale e sebbene Musorgskij fosse molto orgoglioso di questo lavoro, non riuscì mai a farlo eseguire mentre era in vita.

L’opera divenne celebre nella versione di Rimskij-Korsakov del 1886, che però la modificava profondamente: la versione originale venne riscoperta solo nel 1968 e da allora ha gradualmente conquistato popolarità. Molti ascoltatori hanno conosciuto questo lavoro per la prima volta vedendo il film di Walt Disney Fantasia, che utilizzò un arrangiamento della versione di Rimskij-Korsakov fatto da Leopold Stokowski.

Nell’opera si immagina che Gric’ko, il giovane protagonista, la notte prima di riuscire ad ottenere, dopo tante peripezie, la mano della ragazza che ama, si ubriachi, cada addormentato e sogni. Sogna di assistere al raduno delle streghe e di demoni che si svolge, secondo le credenze popolari, ogni anno nella notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno). Diavoli e streghe si rincontrano così con Satana/Čërnobog. Trattandosi di maligni esseri soprannaturali, Musorgskij fa loro intonare anche alcune parole senza senso, come facessero parte di un linguaggio sconosciuto. Gric’ko, nascosto dietro ad una roccia, osserva esterrefatto la scena: le streghe e i demoni ingaggiano danze furibonde, in un crescendo demoniaco, fino all’apice, il sabba, durante il quale danno libero sfogo alla loro follia; vengono infine interrotti dal suono delle campane di una chiesa. In quel momento Gric’ko si risveglia, ancora percorso da tremori per l’incubo appena vissuto.
Musorgskij inviò a Vladimir Stasov il seguente programma per il pezzo:

Il giovane paesano dorme ai piedi di una collinetta a poca distanza dalla capanna in cui avrebbe dovuto trovarsi. In sogno gli appaiono:

  1. Rumori sotterranei di voci non umane, che proferiscono parole non umane.
  2. Il regno sotterraneo delle tenebre giunge a farsi beffe del giovane dormiente.
  3. Prefigurazione della comparsa di Čërnobog e Satana.
  4. Il giovane viene lasciato stare dagli spiriti delle tenebre. Apparizione di Čërnobog.
  5. Adorazione di Čërnobog e messa nera.
  6. Sabba.
  7. Al culmine del sabba si ode il suono della campana di una chiesa. Čërnobog scompare all’improvviso.
  8. Sofferenza dei demoni
  9. Voci dei sacerdoti in chiesa.
  10. Scomparsa dei demoni e risveglio del giovane.

La versione di Rimskij-Korsakov (1886)

Per circa un secolo il pubblico di tutto il mondo ha conosciuto Una notte sul Monte Calvo nella versione di Nikolaj Rimskij-Korsakov del 1886, come Fantasia per orchestra, prima della scoperta dell’originale di Musorgskij. Rimskij-Korsakov produsse la sua versione a partire da Il sogno del giovane paesano, senza apparentemente fare uso dell’originale del 1867. La partitura data alle stampe nel 1886 infatti riporta: Completato e orchestrato da N. Rimskij-Korsakov. Se egli avesse avuto l’originale del 1867 avrebbe notato che era sia finito che orchestrato. Si pensa che il manoscritto originale all’epoca fosse conservato tra i documenti di Balakirev.

Il programma recitava:

  1. Suoni sotterranei di voci ultraterrene.
  2. Apparizione degli spiriti delle tenebre, seguiti da quello di Čërnobog.
  3. Glorificazione di Čërnobog e celebrazione della messa nera.
  4. Sabba delle streghe.
  5. Al culmine dell’orgia la campana di una piccola chiesa di paese si ode in lontananza.
  6. Gli spiriti delle tenebre si disperdono: alba.

Fantasia[

Nel 1940 Una Notte sul Monte Calvo venne riorchestrato dal direttore anglo-polacco Leopold Stokowski per il film Fantasia. Tuttavia nella nuova colonna sonora incisa in digitale nel 1982, Irwin Kostal ripristinò l’orchestrazione di Musorgskij. La composizione venne inserita nella colonna sonora del famoso film di animazione di Walt Disney per chiudere il programma, riprendendo uno dei suoi temi più classici: lo scontro tra il bene e il male. Esso venne celebrato nel contrasto tra notte e giorno, dove la notte è dominata da un gigantesco demone che si circonda di creature diaboliche e anime di defunti.

Lo schema musicale e le immagini animate evocano il sabba delle streghe. Dalla cima del Monte Calvo, Satana, il signore del male e della morte, spalanca le grandi ali e raccoglie intorno a sé creature diaboliche: streghe, demoni, vampiri e gli scheletri dei cadaveri sepolti in terreno sconsacrato. Danzano scatenati, mentre Satana li afferra a manciate e li scaraventa nel cratere infuocato che si apre nelle viscere della montagna e prova un piacere perverso nel trasformare alcuni di questi demoni in animali, prima di darli alle fiamme, quando le campane che annunciano il mattino riportano gli spettri nelle tombe, gli spiriti cattivi in città e un impaurito Čërnobog nelle viscere del Monte Calvo.

Una notte sul Monte Calvo – Fantasia Disney

Versioni moderne

Il brano è stato spesso arrangiato in veste rock progressivo. Tra i molti gruppi che vi si sono cimentati ci sono i Fireballet e The Mars Volta. Una versione molto nota, arrangiata da Luis Bacalov, con l’aggiunta di un breve testo tratto dall’Amleto di William Shakespeare (To die, to sleep: perchance to dream), è stata realizzata dai New Trolls Atomic System e, nelle sue battute iniziali, è stata, dal 1976 al 1994, la sigla del Giornale Radio 3 di RadioRAI.

Nel 1977 David Shire compose la versione disco music Night on Disco Mountain per la colonna sonora de La febbre del sabato sera.

L’incipit e alcune parti centrali del brano sono inserite e rivisitate nella canzone Glorification of the black God, contenuta in Heaven Shall Burn… When We Are Gathered, quarto album della band Black metal svedese Marduk, uscito nel giugno del 1996.

Anche i Justice, nota formazione elettronica francese, hanno ripreso il brano nel singolo Stress, contenuto nell’album Cross, campionandone l’incipit.

New Trolls – Una notte sul Monte Calvo 

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Una_notte_sul_Monte_Calvo

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Adriano Banchieri

Adriano Banchieri Video creativo di Eloisa I. Classe 2C A. S. 2017-18 I.C. “Via Dal Verme” Roma.

Adriano Banchieri Video creativo di Davide F. Classe 2C A. S. 2017-18 I.C. “Via Dal Verme” Roma.

Adriano Banchieri Video creativo di Diego M. Classe 2C A. S. 2017-18 I.C. “Via Dal Verme” Roma.

Adriano Banchieri Video creativo di Sidra W. Classe 2C A. S. 2017-18 I.C. “Via Dal Verme” Roma.

Adriano Banchieri, nato Tommaso Banchieri (Bologna, 3 settembre 1568 – 1634), è stato un musicista, compositore, poeta e monaco italiano del tardo Rinascimento e dell’inizio dell’era barocca.

Noto anche come Adriano da Bologna e con gli pseudonimi: Attabalibba dal PerùCamillo Scaligeri della Fratta e il Dissonante.

Nato da una nobile famiglia, originaria della lucchesìa, entrò nell’ordine dei monaci Olivetani nel 1587, per prendere i voti nel 1590, cambiando nome da Tomaso ad Adriano.

Ricchissima e multiforme fu la creatività di Banchieri; l’opera di questo insolito monaco musicista e letterato, non solo è testimonianza di un’operosità certo superiore alla media, ma denota anche una viva curiosità e una capacità d’indagine e di critica sorprendenti nelle sue varie discipline. La sua produzione teorica non è da separarsi, per una corretta analisi, dall’intensa attività pratica, esercitata non solo come musicista, organista e compositore, ma anche come organizzatore delle manifestazioni liturgiche-musicali, della sua chiesa, come insegnante, come animatore della vita musicale, e fondatore di accademie. Si occupò, infine, anche della costruzione di strumenti musicali, citato nell’edizione del 1611 de L’organo suonarino.

Come Orazio Vecchi, Banchieri era interessato – quando il melodramma era ancora alle origini – a trasformare il madrigale per uso drammatico.
Fu uno degli autori che svilupparono la forma del madrigale dialogico, che assunse varie denominazioni, come, tra le altre, quella di commedia madrigalistica, commedia armonica, o, ancora, madrigale drammatico o rappresentativo.

Banchieri fu inoltre un importante compositore di canzonette, forma musicale più leggera del madrigale e molto popolare nel tardo XVI secolo.

Nell’ambito dell’attività letteraria esercitata da Banchieri sotto lo pseudonimo di Camillo Scaligeri (o Scaligeri) della Fratta, le opere di maggior interesse sono le commedie in prosa, nelle quali si trovano mescolati il toscano e 3 o 4 dialetti diversi. La struttura è quella tipica del teatro cinquecentesco, con una molteplicità di trame che in realtà sono riconducibili ad un unico intreccio, molto simile da una commedia all’altra.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Banchieri

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Amazing grace

Amazing Grace How sweet the sound.
That saved a wretch like me!
I once was lost, but now I am found.
Was blind but now I see.

It was Grace that taught my heart to fear.
And Grace my fears relieved:
How precious did that Grace appear
The hour I first believed!

Through many dangers, toils and snares
I have already come;
This Grace has brought me safe this fare,
And grace will lead me home.

Yea, when this flesh and heart shall fail,
And mortal life shall cease,
I shall possess, within the veil,
A life of joy and peace.

Amazing Grace! How sweet the sound.
That saved a wretch like me!
I once was lost, but now I am found.
Was blind but now I see.


traduzione
Meravigliosa Grazia!Che lieta novella
che ha salvato una miserabile come me!
Un tempo ero perduto, ma ora sono ritrovato.
Ero cieco ma ora ci vedo.
E’ stata la grazia ad insegnare al mio cuore il timor di Dio
Ed è la grazia che mi solleva dalla paura;
Quanto preziosa mi apparve quella grazia
Nell’ora in cui ho cominciato a credere!
Attraverso molti pericoli, travagli e insidie
sono già passato;
La grazia mi ha condotto in salvo fin qui,
E la grazia mi condurrà a casa.

Sì, quando questa carne e questo cuore verranno meno,
E la vita mortale cesserà,
io entrerò in possesso, oltre il velo,
di una vita di gioia e di pace.

Meravigliosa Grazia!Che lieta novella
che ha salvato una miserabile come me!
Un tempo ero perduto, ma ora sono ritrovato.
Ero cieco ma ora ci vedo.

In a Brooklyn backyard, Canadian Brass plays Luther Henderson’s arrangement of Amazing Grace LIVE featuring trumpeter Chris Coletti.
Chris Coletti, Solo Trumpet. Caleb Hudson, Trumpet and Piccolo Trumpet. Bernhard Scully, Horn. Achilles Liarmakopoulos, Trombone. Charles Daellenbach, Tuba.


























3:47 / 5:30





















Amira Willighagen ~ Live in Concert ~ Amazing Grace




















3:47 / 5:30





















Amira Willighagen ~ Live in Concert ~ Amazing Grace
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Nemours – Fontainebleau – Paris 2008 “All Different, All Unique”

Nemours – Fontainebleau – Paris 2008 “All Different, All Unique”

Friday, December 5 2008: Eugenia Tesoro – What’s NEAC

Participants’ Introduction: Nadejda Tsocheva Stanka Borisova Asya Ivanova Danica Crnov – Marija Brinjak Tiiu Kreegipuu Anastasia Diktaki Carlo Davoli Maria Saletta Longobardo Maria Rosa Mazzola Vilma Krasauskaite & Daiva Vaikutiene Ildrid Jørem Carla Andreia Ferreira Maria Rosalina Moura Tania Radu Irina Vladutescu Gabriela Stoffanova Ivan Janez Domitrovič – Urska Sotler Nurullah Kılınç Resul Babaoğlu.

Saturday, December 6 2008:

Best practices: Healty diet through regional cuisine by Adam Kubera – Szkola Podstawowa nr 113, Łódz (Poland) European Alimentary Culture Portfolio by Carmela Coppola, IPSAR Luigi de’ Medici, Ottaviano (Italy) It’s up to you! – Feel better with healthy food by Anitha Wikander – Sköle skola, Matfors (Sweden) Knowing, knowing you through our European Alimentary Culture by Consuelo Barranquero Ramòn – C.P. El Castell, Albalat dels Sorells (Spain) Using art to change eating behaviour patterns by Ildrid Jørem – Lørenskog Videregäende Skole, Strømmen (Norway) Eating in harmony with nature by Concetta Gentile – I.S.I.S. A. M. de Liguori, Acerra (Italy) La cena é pronta: alimentary culture and theatre by Vincenzo Grisostomi Travaglini & Gianni Altavilla Where is going the European Union: how to cooperate to build new Europe by Luc Fuhrmann Citizenship Education in the European Schools by Antonella Turchi

Monday, December 8 2008:

The communication psychology by Xavier Ecoutin The white book on the intercultural dialogue by Alain Flouret Biosphere reserve: preserving natural resources by Guillaume Couturier

Tuesday, December 9 2008:

European funds in the field education: Comenius & Grundtvig by Ilaria Saturni

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A’ la claire fontaine

A’ la claire fontaine, canzone tradizionale francese, cantata dagli alunni di due classi prime della Scuola secondaria di I grado dell’I. C. “Via Dal Verme” di Roma, direttore M. R. Mazzola, in onore di tutte le vittime del terrorismo e dedicata ai loro cari sopravvissuti. Open Day Novembre 2015.
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Buon Natale a tutti e Felice Anno Nuovo!

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Il Rispetto

Il Rispetto – Videospot di Federico C. Classe 3D A. S. 2021-22 Secondaria di I Grado – Materia Alternativa I.C. “Via Dal Verme” Roma a cura di M. R. Mazzola.

Il Rispetto – Videospot di Afsar H. Classe 3D A. S. 2021-22 Secondaria di I Grado – Materia Alternativa I.C. “Via Dal Verme” Roma a cura di M. R. Mazzola.

Il Rispetto – Videospot di Elisa C. Classe 3D A. S. 2021-22 Secondaria di I Grado – Materia Alternativa I.C. “Via Dal Verme” Roma a cura di M. R. Mazzola.

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Spazio Tempo di Francesco Gabbani

Francesco Gabbani – Spazio Tempo

https://FrancescoGabbani.lnk.to/Spazi…

Regia: Matteo Bruno Bellesia, DOP: Marco Laini, Gaffer: Andrea Simula, Producer: Marcella Ciappi.

TESTO

Nella confusione miliardi di persone

Solo un’occasione quaggiù

Tra l’azzurro e il buco nell’ozono

Tra John Lennon, Paul e Yoko Ono

Il passato non dimentica Il futuro fa ginnastica

Si prepara tutti i giorni per te

Canta un po’ Albachiara e un po’ My Way

Schiaccia il tasto Rec e il tasto Play?

E poi così Tu sei qui Natale in un qualsiasi lunedì

Houdini che toglie le catene al mondo In fondo un inganno non è

È solo una follia Un salto nel vento

Un’ora nello spazio Un punto nel tempo

È un giorno che va via Un appuntamento

Un battito perpetuo che dura un momento

Nei millenni, tutti gli anni aspettando primavera

Un Platone Un Botticelli d’emblèe

La Maieutica del fai da te

Vuoi morire e vivere con me?

E poi così Il tuo ritorno Eclissi in un qualsiasi mezzogiorno

Mi trasformo cercando luce in fondo al mondo Insieme un inganno non c’è

È solo una follia Un salto nel vento

Un’ora nello spazio Un punto nel tempo

È un giorno che va via Un appuntamento

Un battito perpetuo Che dura un momento

Ma il momento per fermare il tempo non è mai

E capirò se capirai Che è per sempre.

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AGENDA 2030

17 OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

L’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), esprime un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. In questo modo viene definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo.

Fonte: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/i-17-obiettivi-di-sviluppo-sostenibile

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Un video per spiegare ai ragazzi che il nostro futuro è una scelta: ognuno di noi può contribuire alla costruzione di una società più equa e sostenibile. Ecco qualche spunto. Scopri come diventare un cittadino consapevole e responsabile con questo video: https://www.youtube.com/watch?v=GBemZ… Un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto Costruttori di futuro, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Fonte: OIKOS

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Fonte Corriere della Sera – Video realizzato con la partnership scientifica del Global Compact Network Italia dell’Onu il percorso tracciato dalle Nazioni Unite e i progressi fatti fino a ora
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Composizione in tempo reale di Nejc Kuhar

Nascita di una nuova composizione!

Guarda il chitarrista e compositore Nejc Kuhar comporre la musica che stai ascoltando, dall’inizio di un’idea fino all’ultima nota!

Musicisti:

Mak Grgic- guitar,

Domen Lorenz- violin,

Eva-Nina Kozmus- flute.

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Nightnoise

Nightnoise – The 19A

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From album ” Nightnoise – A Windham Hill Retrospective “

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NIGHTNOISE (Full Concert TVE2 SPAIN)

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Nightnoise è stato un gruppo musicale attivo dal 1984 al 1997. La loro miscela originale di musica tradizionale irlandese, musica celtica, jazz e musica da camera classica ha ispirato una generazione di musicisti irlandesi. 

Membri del gruppo:

Johnny Cunningham – violino (unito nel 1990)

Brian Dunning – flauto

John Fitzpatrick – violino (unito nel 1997)

Tríona Ní Dhomhnaill – voce, flauto e clavinet

Mícheál Ó Domhnaill – chitarra, pianoforte, banjo, mandolino, tin whistle e armonica

Billy Oskay – violino

I Nightnoise si sono ufficialmente sciolti verso la fine del 2003.

Johnny Cunningham è morto il 15 dicembre 2003, per un attacco di cuore. Aveva 46 anni.

Mícheál Ó Domhnaill è morto a causa di una caduta nel luglio 2006 nella sua casa di Dublino, in Irlanda, all’età di 54 anni.

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L. V. Beethoven, Concerto n. 5 “Imperatore”

Pianista, Lang Lang

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 5 di Ludwig van Beethoven fu composto tra il 1809 e il 1810. È detto “L’Imperatore”, nome assegnatogli in via del tutto posticcia e non inerente a Napoleone Bonaparte cui si riferisce invece la Terza Sinfonia del 1804 detta “Eroica”. Il concerto fu dedicato come il precedente dell’op.58 all’arciduca Rodolfo Giovanni d’Asburgo-Lorena.

Il concerto è in mi bemolle maggiore ed è suddiviso in 3 movimenti:

  • Allegro
  • Adagio un poco mosso (in si maggiore)
  • Rondò: Allegro

L’adagio un poco mosso presenta un tema dalla cantabilità estrema unita alla dolcezza sublime, tipica dei suoi tempi lenti centrali. È ricco di trilli, abbellimento utilizzato per rendere l’effetto del prolungamento altrimenti scadente nei pianoforti dell’epoca, alquanto poveri di sonorità. Anche in questo frangente il pianoforte non è mero strumento solista, ma appare splendidamente fuso con l’orchestra, che inizialmente accompagna il tema eseguito dal pianoforte e da ultimo lo espone da protagonista, accompagnato dal pianoforte nel registro acuto dello strumento.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_per_pianoforte_e_orchestra_n.5(Beethoven)

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Into the West – Annie Lennox

Into the West è una canzone scritta da Fran Walsh, Howard Shore e Annie Lennox, ed eseguita dalla stessa Lennox nei titoli di coda del film Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re

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Testo

Lay down
Your sweet and weary head
The night is falling
You have come to journey’s end
Sleep now
And dream of the ones who came before
They are calling
From across the distant shore

Why do you weep?
What are these tears upon your face?
Soon you will see
All of your fears will pass away
Safe in my arms
You’re only sleeping

What can you see
On the horizon?
Why do the white gulls call?
Across the sea
A pale moon rises
The ships have come to carry you home

And all will turn
To silver glass
A light on the water
All Souls pass

Hope fades
Into the world of night
Through shadows falling
Out of memory and time
Don’t say
We have come now to the end
White shores are calling
You and I will meet again
And you’ll be here in my arms
Just sleeping

And all will turn
To silver glass
A light on the water
Grey ships pass
Into the West.

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Into the West (traduzione in Italiano)

Appoggia la tua testa dolce e affaticata.

La notte sta calando.

Sei arrivato alla fine del viaggio.

Dormi adesso, e sogna coloro che sono arrivati prima.

Stanno chiamando da una costa lontana.

Perché piangi?

Cosa sono quelle lacrime sul tuo viso?

Presto vedrai che tutte le tue paure se ne andranno.

Al sicuro tra le mie braccia, stai solo dormendo.

Cosa vedi all’orizzonte?

Perché i bianchi gabbiani stanno chiamando?

Attraverso il mare una pallida luna sorge.

Le navi sono arrivate per portarti a casa.

E tutto diventerà vetro argentato.

Una luce sull’acqua.

Tutte le anime stanno passando.

La speranza si spegne, nel mondo della notte.

Attraverso ombre che cadono,

fuori dalla memoria e dal tempo.

Non dire che siamo ormai giunti alla fine.

Bianche spiagge stanno chiamando.

Io e te ci incontreremo ancora.

E tu starai qui tra le mie braccia

semplicemente dormendo.

Cosa vedi all’orizzonte?

Perché i bianchi gabbiani stanno chiamando?

Attraverso il mare una pallida luna sorge.

Le navi sono arrivate per portarti a casa.

E tutto diventerà vetro argentato.

Una luce sull’acqua.

Grigie navi stanno andando

verso l’Ovest.

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Into The West by k89slavik

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Lord Of The Rings – Soundtrack HD Complete

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When you believe

Whitney Houston, Mariah Carey – When You Believe (Official HD Video)

When You Believe è un brano vincitore dell’Oscar per la migliore canzone composto da Stephen Schwartz per la colonna sonora del film di animazione della DreamWorks Il principe d’Egitto e prodotto nella sua versione su cd singolo da Babyface.

È il tema principale del lungometraggio ed è cantato in duetto da Whitney Houston e Mariah Carey. Il brano è stato poi inserito nell’album della Houston My Love Is Your Love e nel greatest hits della Carey Number 1’s. Il duetto viene definito uno dei più brillanti della storia della musica.

Nel film la canzone veniva cantata dai personaggi di Tzipporah (Michelle Pfeiffer) e Miriam (Sally Dowrsky).

Nella pellicola le due donne avevano supplicato per anni Dio, ma senza avere nessun risultato e si domandano se non sia stata una perdita di tempo. Tuttavia, realizzano, seguendo il testo della canzone che “possono accadere dei miracoli, quando credi” (“there can be miracles when you believe”).

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/When_You_Believe

Testo

Many nights we prayed
With no proof, anyone could hear
In our hearts a hopeful song
We barely understood
Now, we are not afraid
Although we know there’s much to fear
We were moving mountains Long before we knew we could,

whoa, yesThere can be miracles When you believe
Though hope is frail, it’s hard to kill
Who knows what miracles you can achieve?
When you believe, somehow you will
You will when you believe

Oh-oh-oh
Mmm, yeahIn this time of fear
When prayer so often proves in vain
Hope seems like the summer bird Too swiftly flown away
Yet now I’m standing here
My hearts so full, I can’t explain
Seeking faith and speakin’ words
I never thought I’d say

There can be miracles When you believe (When you believe)
Though hope is frail, it’s hard to kill (Mmm)
Who knows what miracles you can achieve? (You can achieve)
When you believe, somehow you will
You will when you believe

They don’t always happen when you ask
And it’s easy to give in to your fears
But when you’re blinded by your pain
Can’t see the way, get through the rain
A small but still, resilient voice
Says, help is very near, oh (Oh)

There can be miracles (Miracles) When you believe (Boy, when you believe, yeah)
Though hope is frail It’s hard to kill (Hard to kill, oh, yeah)
Who knows what miracles You can achieve (You can achieve, oh)
When you believe somehow you will (Somehow, somehow, somehow)

Now, you will (I know, I know, know)
You will when you (When you) Believe
You will when you (You will when you) Believe
Just believe (Believe) Just believe
You will when you Believe.

Fonte: Musixmatch

Compositori: Babyface / Schwartz Stephen LawrenceTesto di When You Believe © Songs Of Dwa, Dwa Song

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Many nights we prayed

Molte notti abbiamo pregato

With no proof, anyone could hear

Senza prova, che qualcuno potesse sentire

In our hearts a hopeful song

Nei nostri cuori una canzone speranzosa

We barely understood

A malapena capivamo

Now we are not afraid

Ora non abbiamo paura

Although we know there′s much to fear

We were moving mountains long

Spostavamo montagne molto prima

Before we knew we could, oh, yes

Di sapere che potessimo farlo, si

There can be miracles

Possono esserci miracoli

When you believe

Quando credi

Though hope is frail

Anche se la speranza è fragile

It’s hard to kill

é difficile ucciderla

Who knows what miracles

Chissà quali miracoli

You can achieve

Puoi ottenere

When you believe, somehow you will

Quando credi, in qualche modo lo farai

You will when you believe

Lo farai quando crederai

In this time of fear

In questo momento di paura

When prayer so often proves in vain

Quando la preghiera così spesso sembra vana

Hope seems like the summer birds

La speranza sembra la chimera

Too swiftly flown away

Volata via troppo rapidamente

Yet now I′m standing here

My hearts so full, I can’t explain

Il mio cuore è così pieno, non riesco a spiegare

Seeking faith and speaking words

Cercando fede e pronunciando parole

I never thought I’d say

Che mai avrei pensato di dire

There can be miracles

Possono esserci miracoli

When you believe (When you believe)

Quando ci credi (quando ci credi)

Though hope is frail

Anche se la speranza è fragile

It′s hard to kill

Who knows what miracles

Chissà quali miracoli

You can achieve (You can achieve)

Puoi ottenere (puoi ottenere)

When you believe, somehow you will

Quando credi, in qualche modo lo farai

You will when you believe

Lo farai quando crederai

An′ though they don’t always happen when you ask

And it′s easy to give in, to your fears

But when you’re blinded by your pain

Ma quando sei accecato dal dolore

Can′t see the way, get through the rain

A small but still, resilient voice

Una voce piccola ma resistente

Says help is very near

Dice che l’aiuto sta per arrivare

There can be miracles (Miracles)

Possono esserci miracoli (miracoli)

When you believe (Boy, when you believe, yeah, though hope is frail)

Quando credi (ragazzo quando credi, yeah, seppure la speranza sia fragile)

Though hope is frail (It’s hard)

Benché la speranza sia fragile (è difficile)

It′s hard to kill (Hard to kill, yeah)

Who knows what miracles

Chissà quali miracoli

You can achieve (You can achieve)

Puoi ottenere (puoi ottenere)

When you believe, somehow you will (Somehow, somehow, somehow)

Quando credi, in qualche modo farai (in qualche modo, in qualche modo, in qualche modo)

Somehow you will (I know, I know, know)

In qualche modo farai (lo so, lo so, lo so)

You will when you believe (When you)

Farai quando crederai (quando tu)

You will when you

Farai quando tu

(You will when you believe)

Lo farai quando crederai

(Just believe)

(solo credici)

(Just believe)

(solo credici)

You will when you believe

Lo farai quando crederai

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Videoascolto: Bach – Preludio n. 1 Suite n. 1 in Sol maggiore

Bach – Preludio n. 1 Suite n. 1 in Sol maggiore di Alessandro R. Classe 1A G.B. Piranesi Roma 2011-12 Prof.ssa M.R.Mazzola

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Videoascolto: “Jeux de Vagues” da “La Mer” di Claude Debussy

“Jeux de Vagues” Allegro (Do Diesis Minore) da “La Mer” di Claude Debussy – videoascolto di Alessandro R. Classe 3A I.C. Via Dal Verme Roma 2013-14 Prof.ssa M. R. Mazzola.

Dello stesso autore: Bach – Preludio n. 1 Suite n. 1 in Sol maggiore realizzato nell’a s. 2011-12, https://www.youtube.com/watch?v=-Bkrc…

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