Buone vacanze!

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Annalisa Maniscalco finalista al premio Italo Calvino 2026 – XXXIX edizione

Annalisa Maniscalco

Il notturnista di Annalisa Maniscalco  “è un ben congegnato costrutto narrativo dove detto e non detto si intrecciano strategicamente, lasciando al lettore il piacere dell’interpretazione. La narrazione mette in scena, nel quadro di una comunità di recupero per tossicodipendenti abilmente delineata, un personaggio oscuro a sé stesso (Salvo), dagli ambigui viluppi psicologici. Dinnanzi alla possibilità di rientrare nel mondo esterno – visto il suo comportamento ineccepibile che si distingue aristocraticamente da quello degli altri utenti – esita e, al di là dei suoi rovelli coscienti, sarà il linguaggio del corpo a parlare, complice il ritorno del passato nelle vesti di un ex compagno di strada (Filippo)”.


Lettura di Eleni Molos
Video di Cristiano Ferreira


Annalisa Maniscalco è nata a Cefalù (PA) nel 1988 ed è cresciuta a Roma. Ha conseguito con lode la laurea triennale in lettere moderne (Sapienza; Sorbonne-Paris IV), la magistrale in italianistica (Roma Tre) e un master in sceneggiatura e drammaturgia (Accademia “S. d’Amico”); si è specializzata in editoria e scrittura creativa (Giulio Perrone Editore) e in tecniche di editing con Francesca de Lena (United Stories Agency).

Ha insegnato scrittura creativa ai bambini della scuola primaria, agli studenti del liceo e ai corsisti in casa editrice. Ha pubblicato alcuni racconti, due romanzi e un monologo teatrale.

Dal romanzo Più della mia pelle ha tratto, insieme alla regista Alessandra Usai, il soggetto e la sceneggiatura del documentario Oltre la pelle (Nical Films-Rebel film, 2025), selezionato in molti festival italiani e internazionali, premiato con menzione d’onore al Matera International Film Festival, vincitore del premio FICC al Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e insignito della menzione speciale dalla giuria del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani del Festival Sguardi Altrove di Milano.

Ha maturato un’esperienza pluriennale nel campo dell’editoria di narrativa (Perrone), scolastica (Hachette, Parigi) e scientifica (Sapienza, Aracne). Si è occupata dell’edizione digitale di libri antichi e ho lavorato alla revisione e all’editing di romanzi pubblicati da Voland e Giunti. Attualmente lavora come editor per tab edizioni, casa editrice indipendente di saggistica divulgativa e testi accademici di Roma.


Rassegna stampa Premio Calvino XXXIX Edizione

XXXIX edizione del Premio Italo Calvino, annuncio dei testi finalisti, 27/05/2026

Comunicato stampa finalisti Premio Italo Calvino XXXXIXDownload

Premio Calvino 2026: ecco i 9 libri finalisti della 39esima edizione, «Illibraio.it», 27/05/2026

Premio Italo Calvino, le opere finaliste della XXXIX edizione. I testi selezionati tra i 1.073 manoscritti partecipanti al bando, «Ansa», 27/05/2026

Premio Italo Calvino, una cefaludese tra le finaliste del concorso letterario, «Palermo Today», 27/05/2025

Katia Favaretto, Premio Calvino, annunciati i nove esordienti finalisti tra famiglie fragili, fughe interiori e nuove inquietudini, «ItalyPost», 28/05/2026: «Altrettanto forte appare la riflessione sulla soggettività maschile e sulle sue crepe. Il notturnista di Annalisa Maniscalco entra in una comunità di recupero per tossicodipendenti e costruisce il ritratto di un uomo incapace di riconoscersi davvero. Il romanzo lavora sul non detto, sui vuoti, sui ritorni improvvisi del passato. Il protagonista esita davanti alla possibilità di reinserirsi nel mondo esterno, come se la marginalità fosse ormai la sua unica forma possibile di equilibrio.»

Ecco i nove titoli che si contendono il «Calvino», «Corriere della Sera | Cultura», 28/05/2026

Paolo Francesco Minissale, La siciliana Maniscalco tra i finalisti del “Calvino”, «La Sicilia», 28/05/2026


https://pressreader.com/article/281805700642844


Io sono per me una terra straniera

Io sono per me una terra straniera,
di Annalisa Maniscalco (inedito)

Segnalato dal Comitato di lettura
del PREMIO ITALO CALVINO 

Edizione XXXIV: «per il respiro con cui si narrano, dal côté di un bel personaggio femminile, cento anni di storia nell’intreccio con una coinvolgente saga famigliare che si snoda tra Italia e Stati Uniti».

Edizione XXXVI: «per la magistrale conduzione di una sorda battaglia tra due donne, una centenaria italo-americana e la sua accompagnatrice, in un viaggio che le porterà da Roma a New York».


Il profilo completo di Annalisa Maniscalco è disponibile al sito web: https://annalisamaniscalco.com/

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Premio Italo Calvino 2026 XXXIX Edizione

Il Premio Italo Calvino annuncia le opere finaliste della XXXIX edizione, selezionate dal comitato di lettura del Premio tra i 1073 manoscritti partecipanti al bando e poi sottoposte al giudizio della Giuria composta, quest’anno, da Maria Grazia Calandrone, Sebastiano Mondadori, Francesco Pacifico, Piergiorgio Paterlini e Nicoletta Verna.

nove testi inediti di autori esordienti, tra cui i giurati decreteranno il vincitore e le menzioni speciali, sono:

Pigliavento di Mattia Brienza
Il sogno di un altro di Filippo Canoro
Perla di Niccolò Lepori
Il notturnista di Annalisa Maniscalco
Supernova di Emilia Mazzacurati
La linea opaca di Alessandro Metlica
Nessuna primavera di Tommaso Santi
Adènt di Daniela Tallini
Keiro di Giorgia Testa

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Torino il 9 giugno 2026, a partire dalle 17:00, presso il Circolo dei lettori e delle lettrici, alla presenza dei finalisti, dei giurati e del direttivo del Premio, composto da Mario MarchettiFranca CavagnoliAnna ChiarloniLaura MolleaCarla Sacchi Ferrero.

Sarà possibile seguire la cerimonia in diretta streaming sul profilo Facebook e sul canale YouTube del Premio.

A partire da giovedì 28 maggio 2026, sui canali social e sul sito del Premio, saranno disponibili, uno al giorno, i video di presentazione dei testi finalisti: conterranno la voce dell’autore e la lettura di un brano.

Con il contributo di Fondazione CRT e Regione Piemonte
Con il patrocinio di Comune di TorinoCittà Metropolitana di TorinoRegione Piemonte
In collaborazione con L’Indice dei Libri del Mese

Un ringraziamento speciale va all’Istituto dell’Enciclopedia Treccani per l’ospitalità offerta al Premio durante la riunione della Giuria.

vai alla pagina dei finalisti >
scarica il comunicato stampa >

Le opere finaliste La scrematura che abbiamo compiuto – spiega il presidente del Premio Mario Marchetti – tra i 1073 testi concorrenti, 150 in più rispetto all’anno scorso, è il frutto del lavoro attento e certosino del comitato di lettura, che ha lavorato per mesi tra letture, schedature e discussioni.

La scelta finale è stata come sempre complessa e dibattuta e si è cercato di dare rappresentanza a temi rilevanti e a stili e sfide narrative aperte, anche se va tenuto presente che il Premio è un sismografo che registra, non prescrive.

La forma narrativa e la lingua dei manoscritti che proponiamo è varia, come varie sono le tematiche toccate, per quanto in certa misura riconducibili a specifiche aree di interesse e di coinvolgimento. Emerge innanzitutto con forza, declinata da prospettive e con meccaniche di volta in volta singolari, la magnetica suggestione della costellazione famigliare. Naturalmente oggi si tratta di famiglie spesso monoparentali o in ogni caso ristrette, famiglie problematiche e disfunzionali, ma pur sempre famiglie. Così accade in Adènt di Daniela Tallini, in Supernova di Emilia Mazzacurati e in Perla di Niccolò Lepori. Dedicati alla soggettività maschile, al suo disgregarsi, costruirsi o decostruirsi sono altri tre romanzi, Il notturnista di Annalisa Maniscalco, Nessuna primavera di Tommaso Santi e Pigliavento di Mattia Brienza. Il côté animalista già sparsamente accennato in qualche testo precedente è al cuore di Keiro, narrazione distopica di Giorgia Testa. Gli ultimi due romanzi – La linea opaca di Alessandro Metlica e Il sogno di un altro di Filippo Canoro – si distinguono per l’inusuale costruzione narrativa e per la sofisticata cifra della scrittura.

La storia del Premio Italo Calvino Il Premio Italo Calvino è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore, tra cui Norberto Bobbio, Cesare Cases, Anna Chiarloni, Natalia Ginzburg, Massimo Mila, Lalla Romano, Cesare Segre.

Calvino, com’è noto, ha svolto un intenso e significativo lavoro editoriale per l’Einaudi; l’intenzione è stata, quindi, quella di riprenderne e raccoglierne il ruolo di talent scout di nuovi autori: di qui, l’idea di rivolgersi agli scrittori esordienti e inediti, per i quali non è facile trovare un contatto con il pubblico e con le case editrici.

Il Premio ha impostato la propria attività seguendo gli stessi criteri che hanno guidato Calvino: attenzione ed equilibrio, gusto della scoperta e funzione critica. Ideatrice del Premio e sua animatrice e presidente fino al 2010 è stata Delia Frigessi, studiosa della cultura italiana tra Ottocento e Novecento. Attuale presidente è Mario Marchetti.

I vincitori e le Giurie delle passate edizioni Le Giurie del Premio, ogni anno diverse, sono sempre state costituite da critici letterari, storici della letteratura, scrittori e operatori culturali tra i più rappresentativi della scena culturale italiana dagli anni Settanta a oggi: Natalia Ginzburg, Cesare Segre, Ginevra Bompiani, Vincenzo Consolo, Edoardo Sanguineti, Ernesto Ferrero, Gianluigi Beccaria, Dacia Maraini, Angelo Guglielmi, Marino Sinibaldi, Michele Mari, Tiziano Scarpa, Nicola Lagioia, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Valeria Parrella, Michela Murgia, Mario Desiati, Marco Missiroli, Luca Doninelli, Teresa Ciabatti, Vanni Santoni, Davide Orecchio, Giuseppe Lupo, Sandra Petrignani, Omar Di Monopoli, Gino Ruozzi, Helena Janeczek, Nadia Terranova, Alessio Torino, Valeria Della Valle, Donatella Di Pietrantonio, Andrea Pomella, Viola Ardone, Antonio Franchini, Carmen Pellegrino, solo per citarne alcuni.

fonte: https://www.premiocalvino.it/

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Giuseppe Verdi – Messa da Requiem

La Messa da Requiem è una composizione sacra di Giuseppe Verdi del 1874 per coro, voci soliste e orchestra.

È dedicata ad Alessandro Manzoni.

Giuseppe Verdi – Messa de Requiem (1874)

Conductor: Herbert von Karajan
Soprano: Anna Tomowa-Sintow
Mezzo-soprano: Agnes Baltsa
Tenor: José Carreras
Bass: José van Dam
Wiener Philharmoniker
Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor
Sofia National Opera Chorus

REQUIEM E KYRIE
Coro
Requiem aeternam dona eis, Domine,
Et lux perpetua luceat eis.
Te decet hymnus Deus, in Sion,
Et tibi redettur votum in Jerusalem,
Exaudi orationem meam,
Ad te omnis caro veniet.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
Et lux perpetua luceat eis.
L’eterno riposo dona loro, Signore;
E la luce perpetua risplenda loro.
A te spetta l’inno, o Dio, o Sion,
E a te si scioglierà il voto in Gerusalemme:
Esaudisci la mia preghiera,
A te verrà ogni carne mortale.
L’eterno riposo dona loro, Signore,
E la luce perpetua risplenda loro.
Soli e Coro
Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison.Signore pietà, Cristo pietà, Signore pietà.
DIES IRAE
Coro
Dies irae, dies illa,
Solvet saeculum in favilla,
Teste David cum Sibylla.
Quantus tremor est futurus,
Quando judex est venturus,
Cuncta stricte discussurus.
Giorno dell’ira, quel giorno,
Il mondo ridotto in cenere
Secondo l’oracolo di Davide e della Sibilla.
Che terrore
Quando verrà il giudice
A esaminare ogni cosa con rigore.
Tuba mirum spargens sonum,
Per sepulchra regionum,
Coget omnes ante thronum.
La tromba, diffondendo un suono formidabile
Attraverso i sepolcri della terra,
Chiamerà tutti gli uomini davanti al trono.
Basso
Mors stupebit et natura,
Cum resurget creatura,
Judicanti responsura.
La morte e la natura resteranno stupite
Quando ogni creatura risorgerà
Per rispondere al giudice.
Mezzosoprano e Coro
Liber scriptus proferetur,
In quo totum continetur,
Unde mundus judicetur.
Judex ergo cum sedebit,
Quidquid latet, apparebit,
Nil inultum remanebit.
Sarà aperto il libro,
Nel quale è contenuto
Tutto ciò su cui il mondo sarà giudicato.
Quando il Giudice si siederà
Ogni cosa nascosta verrà alla luce
E nulla resterà impunito.
Soprano, Mezzosoprano e Tenore
Quid sum miser tunc dicturus,
Quem patronum rogaturus,
Cum vix justus sit securus?
Povero me, che cosa dirò allora?
Quale protettore invocherò,
Quando anche il giusto non sarà al sicuro?
Soli e Coro
Rex tremendae majestatis,
Qui salvandos salvas gratis,
Salva me, fons pietatis
Re di terribile grandezza
Tu che salvi per la tua grazia
Salva me, o sorgente di misericordia.
Soprano e Mezzosoprano
Recordare, Jesu pie,
Quod sum causa tuae viae,
Ne me perdas illa die.
Quaerens me, sedisti lassus,
Redemisti crucem passus:
Tantus labor non sit cassus.
Juste judex ultionis,
Donum fac remissionis,
Ante diem rationis.
Ricordati, o buon Gesù
Che sono il motivo della tua venuta tra noi:
Non perdermi in quel giorno.
Cercandomi, ti sei seduto, stanco,
Mi hai redento soffrendo la croce:
Una così grande fatica non sia stata inutile.
O giusto giudice punitore
Donami il perdono dei peccati prima del giorno
In cui dovrò rendere ragione.
Tenore
Ingemisco, tamquam reus,
Culpa rubet vultus meus,
Supplicanti parce, Deus.
Qui Mariam absolvisti,
Et latronem exaudisti,
Mihi quoque spem didisti.
Preces meae non sunt dignae,
Sed tu bonus fac benigne,
Ne perenni cremer igne!
Inter oves locum praesta,
Et ab haedis me sequestra,
Statuens in parte dextra.
Piango come un colpevole,
Per la colpa arrossisce il mio volto:
Abbi pietà, o Dio, di chi ti supplica.
Tu che hai assolto Maria Maddalena
Ed esaudito il ladrone,
Anche a me hai dato una speranza.
Le mie preghiere non son degne d’essere ascoltate
Ma tu, che sei buono, fà che per la tua misericordia
lo non sia bruciato dal fuoco eterno.
Preparami un posto tra le pecore
E toglimi dal gregge dei capri
Mettendomi alla tua destra.
Basso e Coro
Confutatis maledictis,
Flammis acribus addictis,
Voca me cum benedictis.
Oro supplex et acclinis,
Cor contritum quasi cinis,
Gere curam mei finis.
Quando avrai condannato i maledetti,
E li avrai gettati nell’acre fuoco infernale,
Chiama me insieme ai benedetti.
Ti prego, supplicante e prostrato
Col cuore contrito come se fosse ridotto in cenere,
Abbi cura della mia fine.
Soli e Coro
Lacrymosa dies illa,
Qua resurget ex favilla,
Judicandus homo reus.
Huic ergo parce, Deus.
Pie Jesu Domine,
Dona eis requiem. Amen.
Giorno di lacrime, quel giorno
In cui dalla polvere risusciterà
L’uomo colpevole per essere giudicato.
Di lui abbi pietà, o Dio:
O buon Signore Gesù,
Dona loro il riposo eterno. Amen.
OFFERTORIO
Soli
Domine Jesu Christe, Rex gloriae,
Libera animas omnium fidelium defunctorum
Signore Gesù Cristo, re glorioso,
Libera dalle pene dell’inferno e dalla fossa profonda
De poenis inferni et de profundo lacu.
Libera eas de ore leonis, ne absorbeat eas Tartarus,
Ne cadant in obscurum:
Sed signifer sanctus Michael repraesentet eas
In lucem sanctam, quam olim Abrahae
Promisisti et semini ejus.
Le anime di tutti i fedeli defunti:
Liberale dalla bocca del leone, non le divori il Tartaro,
E non sprofondino nell’oscurità:
Ma il vessillifero San Michele le introduca
Nella luce santa che un tempo hai promesso
Ad Abramo e alla sua discendenza.
Hostias et preces tibi, Domine,
Laudis offerimus.
Tu suscipe prò animabus illis,
Quarum hodie memoriam facimus;
Fac eas, Domine, de morte transire
Ad vitam, quam olim Abrahae promisisti.
Sacrifici e preghiere di lode
Ti offriamo Signore,
Tu accoglile per le anime di coloro
Di cui oggi facciamo memoria.
Fa’ che oggi, Signore, passino dalla morte
Alla vita che un tempo hai promesso ad Abramo.
SANCTUS
Due Cori
Sanctus, sanctus, sanctus,
Dominus Deus Sabaoth.
Pieni sunt coeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis!
Benedictus, qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis!
Santo, Santo, Santo,
È il Signore Dio Sabaoth.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria,
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.
AGNUS DEI
Soprano, Mezzosoprano e Coro
Virgo virginum praeclara,
mihi jam non sis amara,
fac me tecum plangere.
Oh Vergine delle vergini,
con me non esser dura,
fammi piangere con te.
Agnus Dei,
Qui tollis peccata mundi,
Dona eis requiem.
Agnus Dei,
Qui tollis peccata mundi,
Dona eis requiem sempiternam.
Agnello di Dio,
Che togli i peccati del mondo,
Dona loro il riposo.
Agnello di Dio,
Che togli i peccati del mondo,
Dona loro il riposo eterno.
LUX AETERNA
Mezzosoprano, Tenore e Basso
Lux aeterna luceat eis,
Domine, Cum sanctis tuis in aeternum,
Quia pius es.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
Et lux perpetua luceat eis.
La luce eterna risplenda su di loro,
Signore, con i tuoi santi in eterno,
Perché tu sei misericordioso.
L’eterno riposo dona loro, Signore,
E la luce perpetua risplenda su di loro.
LIBERA ME
Soprano e Coro
Libera me, Domine, de morte aeterna,
In die illa tremenda,
Quando coeli movendi sunt et terra,
Dum veneris judicare saeculum per ignem.
Tremens factus sum ego et timeo,
Dum discussio venerit atque ventura ira,
Quando coeli movendi sunt et terra.
Dies irae, dies illa, calamitatis et miseriae,
Dies magna et amara valde,
Dum veneris judicare saeculum per ignem.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
Et lux perpetua luceat eis.
Libera me, Domine, de morte aeterna,
In die illa tremenda,
Quando coeli movendi sunt et terra,
Dum veneris judicare saeculum per ignem.
Liberami, Signore, dalla morte eterna,
In quel giorno terribile,
Quando i cieli e la terra saranno sconvolti.
Quando verrai a giudicare il mondo col fuoco.
Sono diventato pavido e ho paura,
Nell’attesa del giudizio e del castigo futuro.
Quando i cieli e la terra saranno sconvolti.
Giorno dell’ira, quel giorno, di rovina e sventura,
Giorno assai grande e amaro.
Quando verrai a giudicare il mondo col fuoco.
L’eterno riposo dona loro, Signore.
E la luce perpetua risplenda su di loro.
Liberami, Signore, dalla morte eterna,
In quel giorno terribile,
Quando i cieli e la terra saranno sconvolti.
Quando verrai a giudicare il mondo col fuoco.

Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 28 novembre 2019

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La musica ti consola, è una compagnia straordinaria (Gino Paoli)

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La musica ti consola, è una compagnia…

Gino Paoli (Monfalcone, 23 settembre 1934 – Genova, 24 marzo 2026)

Ospite della puntata speciale di ‪@tintoriapodcast‬ al Teatro della Tosse di Genova, 06 febbraio 2024.

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Abbina il compositore alla sua opera

musica classica e compositoriDownload

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Leoš Janáček, Sinfonietta

Compositore: Leoš Janáček (3 luglio 1854 — 12 agosto 1928) – Orchestra: Wiener Philharmoniker – Direttore: Sir Charles Mackerras – Anno di registrazione: 1980

Sinfonietta (sottotitolato “Military Sinfonietta” o “Sokol Festival”), scritta nel 1926.

00:00 – I. Allegretto — Allegro maestoso (Fanfara)

02:25 – II. Andante — Allegretto (Il Castello, Brno)

08:35 – III. Moderato (Monastero della Regina, Brno)

13:58 – IV. Allegretto (La strada che porta al Castello)

17:02 – V. Andante con moto (Municipio, Brno)

La Sinfonietta è un’opera tarda molto espressiva e festosa per grande orchestra (di cui 25 ottoni).

È dedicata “Alle forze armate cecoslovacche” e Janáček ha detto che intendeva esprimere “l’uomo libero contemporaneo, la sua bellezza e gioia spirituale, la sua forza, coraggio e determinazione nella lotta per la vittoria”.

Janáček ascoltava una banda di ottoni ed è stato ispirato a scrivere alcune sue fanfare. Quando gli organizzatori del Festival della Ginnastica Sokol lo contattarono per una commissione, sviluppò il materiale nella Sinfonietta. In seguito abbandonò la parola militare.

L’opera è tipica della costruzione serrata di Janáček, il materiale di ogni movimento deriva dal motivo di apertura.

Presenta diverse varianti basate sulla fanfara originale di Janáček.

– Il primo movimento è composto solo da ottoni e percussioni.

– Il secondo movimento inizia con un rapido ostinato del vento, ma successivamente ha un episodio più lirico.

– La terza inizia tranquillamente negli archi, ma viene interrotta da una figura severa nei tromboni, che porta ad un altro passaggio veloce simile a una danza.

– Nel quarto movimento Janáček celebra la Cecoslovacchia appena liberata con una gioiosa fanfara di tromba.

– Il finale inizia nella tonalità di mi bemolle minore con una calma versione retrograda della melodia di apertura. Tuttavia, questo si trasforma rapidamente in un finale trionfante, il ritorno della fanfara di apertura decorata con figure vorticose negli archi e nei fiati.

La prima rappresentazione ebbe luogo a Praga il 26 giugno 1926 sotto la direzione di Václav Talich.

https://www.youtube.com/embed/9aFTv50AoEQ?feature=oembedLeoš Janáček Sinfonietta Hallé Orchestra Sir Mark Elder, conductor Live recording. London, Proms 2011


Timpani Moments – Janáček: Sinfonietta – 1. Allegretto — Allegro maestoso (Fanfare)

London Philharmonic Orchestra


Un famoso utilizzo dell’apertura di Sinfonietta è stato da parte del gruppo rock progressivo Emerson, Lake & Palmer per la canzone “Knife-Edge” nel loro album di debutto.

Emerson, Lake & Palmer – Knife-Edge (Official Audio)

Just a step, cried the sad man
Take a look down at the madman
Theatre kings on silver wings fly beyond reason
From the flight of the seagull
Come the spread claws of the eagle
Only fear breaks the silence
As we all kneel, pray for guidance

[Instrumental Break 00:36-01:07]

[Verse 2]
Tread the road cross the abyss
Take a look down at the madness
On the streets of the city
Only spectres still have pity
Patient queues for the gallows
Sing the praises of the hallowed
Our machines feed the furnace
If they take us, they will burn us

[Instrumental Break 01:30-02:00]
[Organ Solo]

[Bridge]
Will you still know who you are
When you come to who you are?


Sinfonietta di Janáček

Gruppo percussionisti e sbandieratori Marching Band I. C. “Via Dal Verme” Roma. Progetto Domani è già qui! 2023-24 PNRR – Futura, La Scuola per l’Italia di domani. Docente Prof.ssa M.R. Mazzola


Sinfonietta di Janáček

Laboratorio ritmico-melodico Marching Band 24-25 I.C. Via Dal Verme di Roma. Progetto La scuola per tutti e per ciascuno 2024-25 PNRR – Futura, La Scuola per l’Italia di domani

Docente Marching Band M. R. Mazzola.

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SYML – Where’s My Love

SYML – Where’s My Love

Follow SYML: Website https://www.symlmusic.com/


Testo

Cold bones, yeah that’s my love

She hides away, like a ghost

Does she know that we bleed the same?

Don’t wanna cry but I break that way

Cold sheets, but where’s my love?

I am searching high, I’m searching low in the night

Does she know that we bleed the same?

Don’t wanna cry but I break that way

Did she run away

Did she run away, I don’t know

If she ran away

If she ran away, Come back home

Just come home

I got a fear, oh in my blood

She was carried up into the clouds, high above

If you’re bled I bleed the same

If you’re scared I’m on my way

Did you run away

Did you run away, I don’t need to know

If you ran away

If you ran away, come back home

Just come home.

Traduzione

Ossa fredde, yeah questo è il mio amore

Lei scompare lontano, come un fantasma

Lo sa che sanguiniamo allo stesso modo?

Non voglio piangere ma in questo modo mi spezzo

Lenzuola fredde, ma dov’è il mio amore?

Sto cercando in alto, sto cercando in basso nella notte

Lo sa che sanguiniamo allo stesso modo?

Non voglio piangere ma in questo modo mi spezzo

E’ scappata?

E’ scappata? Non lo so

Se è scappata

Se è scappata, torna a casa

Torna a casa e basta

Ho paura, la sento nelle mie vene

Lei è stata trasportata nelle nuvole, al di sopra

Se sanguini, sanguino anch’io

Se hai paura sto arrivando

Sei scappata?

Sei scappata? Non lo so

Se sei scappata

Se sei scappata, torna a casa

Torna a casa e basta


http://www.youtube.com/watch?v=goWa6EzkCh4

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Libro Interviste impossibili a Radio MediaInOnda di Maria Rosa Mazzola

Sito web del libro Interviste impossibili a Radio MediaInOnda

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Dal sostegno unico ai sostegni di prossimità di Andrea Canevaro

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Chi è accompagnato da una diagnosi di bisogno speciale deve sfidarla, cercare di vincerla, smentirla, grazie alle competenze della scuola e dei servizi che devono contenere flessibilità, capacità di integrazioneorganizzazione di scansioni di tempi per un processo che permetta la realizzazione di un progetto di vita.
Il “sostegno” deve essere evolutivo, e passare gradualmente da un rapporto duale ai sostegni di prossimità.
È sicuro che chi ha una disabilità ha bisogno di vivere una possibilità di dialogo in un progetto. Escludiamo quell’ascolto che non si fa carico anche del dialogo costruttivo. Diviene fondamentale acquisire una competenza di immedesimazione nell’altro e di disponibilità al dialogo imparando a gestire il conflitto, a ricercare anche i compromessi riconoscendo che nelle questioni complesse, come quelle dei processi di integrazione e inclusione in società in transizione, non esiste un punto di vista dominante ma molti punti di vista che contribuiscono a ricercare soluzioni efficaci.

“Nelle questioni complesse esiste il mio punto di vista, il tuo e quello giusto.” (Andrea Canevaro)

Visualizza la presentazione in Prezi del documento al link:

http://prezi.com/pjad_wfpfvvm/?utm_campaign=share&utm_medium=copy&rc=ex0share


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Sostegno di prossimità di Andrea Canevaro

È sicuro che chi ha una disabilità ha bisogno di vivere una possibilità di dialogo in un progetto. Escludiamo quell’ascolto che non si fa carico anche del dialogo costruttivo. Diviene fondamentale acquisire una competenza di immedesimazione nell’altro e di disponibilità al dialogo imparando a gestire il conflitto, a ricercare anche i compromessi riconoscendo che nelle questioni complesse, come quelle dei processi di integrazione e inclusione in società in transizione, non esiste un punto di vista dominante ma molti punti di vista che contribuiscono a ricercare soluzioni efficaci.

COMPETENZE SOCIALI

la ricerca dei mediatori per la vita del singolo

l’organizzazione dell’equità sociale

«L’empatia è la nostra capacità di identificare ciò che qualcun altro sta pensando o provando, e di rispondere a quei pensieri e sentimenti con un’emozione corrispondente.» (S. Baron-Cohen, 2012, p. 14)

Empatia prepotente

Lineare con tappe e verifiche già programmate e quindi con rallentamenti e ripetizioni nel caso una tappa non fosse raggiunta.

Un’empatia legata ad un programma e ad un obiettivo predefiniti.

Empatia competente

Non ha un modello di riferimento a cui ricondurre la dinamica.

Si mette al servizio di una evoluzione exattativa.

Si propone come complementare al contesto competente.

Occorre organizzare:

Un “Progetto di vita” realizzato con la persona con Bisogni Educativi Speciali con la corretta scansione dei tempi.

Passare dal sostegno duale ad un sostegno di prossimità.

E’ necessario svincolare l’idea del “sostegno” quantificato in ore e considerarlo, piuttosto, modellato sull’alunno/a.

Ci si domanda?

Un “sostegno” continuo può essere utile?

Un “sostegno” competente crea dipendenza all’efficienza?

Un “sostegno” può essere utile per la vita?

Sinapsi indica la fusione di due elementi nervosi che permettono un contatto costruttivo.

La scuola e i servizi, se accolgono gli “ultimi”, incrementano competenze di e per tutti.

Chi è accompagnato da una diagnosi di bisogno speciale deve sfidarla, cercare di vincerla, smentirla, grazie alle competenze della scuola e dei servizi che devono contenere flessibilità, capacità di integrazione, organizzazione di scansioni di tempi per un processo che permetta la realizzazione di un progetto di vita.

Il “sostegno” deve essere evolutivo, e passare gradualmente da un rapporto duale ai sostegni di prossimità.

Sostegno strumentale: sostegno con gli ausili

Sostegno informativo: assume informazione da altri.

Sostegno ricreativo: attività culturali, gioco, attività sportive, scoutismo.

Sostegno emotivo: sostegno dell’amicizia e rete sociale

Sostegno affettivo: supporto psicologico per affrontare gli affetti.

Nelle questioni complesse esiste il mio punto di vista, il tuo e quello giusto.

Competenze comunicative

Il farsi carico significa considerare il proprio modo di essere con gli altri secondo la dimensione sinaptica, cioè con la possibilità che gli elementi di contrasto siano riformulati in termini di progetto e di progetto comune, individuale e sociale insieme.

Il farsi carico è anche capire come vi siano diverse strategie di apprendimento e come vi sia la possibilità, anche utilizzando il tempo di dedizione dell’altro, di aumentare le proprie capacità.

Sinapsi: in grecoσύ «collegamento», indica, anche, quel processo umano per cui uomini e donne possono vivere in ambienti che non sono già predisposti per la loro vita, avendo, grazie alle competenze, la possibilità di costruire collegamenti che non erano previsti.

Alcune idee

Chi ha il compito del «sostegno» può svolgerlo con una dinamica evolutiva che contenga cambiamenti per coinvolgimenti di altri soggetti.

Il «sostegno» particolarmente competente può mettere la propria competenza a disposizione di colleghi/e e di quanti sono attivi nel contesto in cui il soggetto, con Bisogni Speciali, sviluppa la propria vita.

Il «sostegno» unico può favorire la scoperta progressiva dei sostegni di prossimità.

Concludiamo con le parole di A. Canevaro:

“Quanto ai “Disturbi Specifici di Apprendimento”, alle “Sindromi di Iperattività”, devo dire che sotto queste indicazioni vi sono situazioni molto varie, che ci fanno capire che anche le cause possono essere varie. Cercando di esprimermi con semplicità, il più delle volte è utile cercare di mettere un po’ d’ordine in vite scombinate, in cui manca un ritmo regolare di sonno e veglia. Sovente, chi sta crescendo con questo tipo di problemi, non dorme bene, e neanche mangia bene. Forse le famiglie possono essere attente a queste cose. Ad esempio: passare dal giorno attivo alla notte di riposo non bruscamente ma attenuando suoni e luci; mangiare insieme, con calma. Non sono cosa da specialismi e da specialisti. Sono praticabili da tutti, se ciascuno assume una parte di responsabilità, collaborando con chi è specialista, e non delegando. “ (A. Canevaro)


Gruppo I Bambini che si perdono nel bosco

Corso di Formazione  COOPERAZIONE ED INCLUSIONE: IMPARARE A LAVORARE IN GRUPPO – I.P.S.S.S. Edmondo De Amicis Roma, settembre/novembre 2015-16.

Autori

Maria Rosa Mazzola

Annalisa Paris

Johan Bilotta

Daniela Fabbrini

Alessandra Tomassini

Marina Piucci

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Debussy – Clair de lune


Claude Debussy


Studiò presso il Conservatorio di Parigi (1872-84) e vinse il Premio di Roma nel 1884, soggiornandovi tra il 1885 e il 1887.

Probabilmente una grande influenza nelle sue composizioni la ebbero le sue visite a Bayreuth (1888, 1889) e l’ascolto di musica di Gamelan di Giava a Parigi nel 1889.


L’influenza di Wagner è evidente nella cantata La damoiselle élue (1888) e nei Cinq poèmes de Baudelaire (1889) mentre altre sue canzoni dello stesso periodo, in particolar modo l’impostazione delle arie scritte sulla base di poemi dell’amico Verlaine (Ariettes oubliées, Trois mélodies, Fêtes galantes) sono in uno stile più capriccioso, come se facessero parte di un quartetto d’archi in Sol minore nello stile di César Franck (1893); in tale opera non solo aveva utilizzato il modo frigio ma anche altri modi ancor meno consueti, in particolare il modo tonale intero, per creare un’armonia oscillante che aveva scoperto attraverso le opere dei contemporanei: Mallarmé nel Prélude à l’après-midi d’un faune, opera per orchestra eseguita per la prima volta nel 1894 e utilizzata poi nel 1912 per la produzione del balletto omonimo di Nižinskij, e Maeterlinck nell’opera Pelléas et Mélisande, scritta in larga misura intorno al 1893-5 sebbene non completata fino al 1902. Queste opere portarono una fluidità nel ritmo ed un colore nuovi per la musica occidentale.


Tra i suoi più importanti lavori per orchestra ricordiamo i tre Notturni (1899), studi caratteristici di armonia e struttura velata (‘Nuages’), esuberanti scorciatoie (‘Fêtes’) e seducenti movimenti completi (‘Sirènes’). La mer (1905) ricerca una forma più sinfonica, con un finale che elabora temi dal primo movimento, e attraverso una parte centrale (Jeux de vagues) procede con molta meno immediatezza e con più varietà di sfumature. Le tre Images (1912) sono legate molto più lievemente, e l’opera più ampia, Ibéria è di per sé stessa un trittico, una mescolanza di allusioni vagamente spagnole. Infine, il balletto Jeux (1913) contiene alcune delle più bizzarre armonie e trame in una forma che si muove liberamente al di sopra del suo proprio spazio di unione come motivo musicale.

Altri successivi lavori teatrali, inclusi i balletti Khamma (1912) e La boîte à joujoux (1913) e il giallo Le martyre de St. Sébastien (1911, su testo di Gabriele D’Annunzio), non furono totalmente orchestrati da Debussy, anche se St. Sébastien è da ricordare per il sostegno a un’antica atmosfera modale che era altrimenti sfiorata solo in brevi pezzi per piano (ad esempio La cathédrale engloutie).


Debussy scrisse molta musica per pianoforte e i brani più importanti con cui cominciarne l’ascolto sono opere che, alla moda di Verlaine, guardano al decoro rococò con moderni cinismo e perplessità (Suite bergamasque, 1890; Pour le piano, 1901).

Il suo primo volume di Images pour piano 1904 – 1905 evoca tonalità che erano raramente state udite in lavori di suoi contemporanei come ad esempio frasi che ricordano lo sciabordio dell’acqua nel primo brano Reflets dans l’eau o come l’omaggio all’influenza di Jean-Philippe Rameau in una lenta e misteriosa danza di corte nel secondo brano Hommage à Rameau. Ma qui, come nei suoi pezzi per orchestra, Debussy cominciò ad associare la sua musica con impressioni visuali dell’Oriente, Spagna, paesaggi, e altro, in una sequenza di messe in scena di brevi brani. Ciò può essere ascoltato nel volume di brani conosciuto come Estampes, composto nel 1903 e che raggruppa brani opportunamente intitolati, ad esempio Pagodes che evoca una sensazione d’Oriente e di magnifiche pagode con le loro solenni torrette.

Il secondo brano in Estampes dal titolo La soirée dans Grenade rammenta vividamente un’atmosfera spagnola. Pure nella sua famosa Children’s Corner Suite per pianoforte, che scrisse per la sua amata figlia che chiamava Chou-chou, si suggeriscono suggestioni dall’Oriente dovendosi infine notare anche una nuova ondata di influenza jazz nel suo pezzo Golliwogg’s Cake-walk, mentre Debussy si diverte alle spalle di Richard Wagner.


L’ultimo volume degli Etudes (1915) similmente interpreta varietà di stili e trame, meramente come esercizi pianistici, e comprende brani che sviluppano all’estremo forme irregolari come anche altri influenzati dai lavori del giovane Igor Stravinsky (presenza anche nella suite En blanc et noir per due pianoforti, 1915).

La rarefazione di questi lavori è presente anche nell’ultimo gruppo di musiche, i Trois poèmes de Mallarmé (1913), e nella Sonata per flauto, viola e arpa (1915), nonostante la sonata e i pezzi ad essa simili ricatturino anche il classicismo inquisitivo di Verlaine. Il progettato gruppo di sei sonate è bruscamente interrotto dalla morte del compositore, per un cancro.


Claude Debussy morì a Parigi il 25 marzo del 1918. Venne sepolto nel Cimitero di Passy.

Claude Debussy nel 1908

fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Debussy


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Buon anno scolastico a tutti!

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Presentazione libro Interviste impossibili a Radio MediaInOnda a Isnello (PA)

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Grazie di cuore a tutti gli amici che hanno partecipato all’evento di presentazione del mio libro “Interviste impossibili a Radio MediaInOnda” di Isnello del 13 agosto 2025.

Ringrazio vivamente il Sindaco di Isnello Avv. Marcello Catanzaro, e l’Assessora al Turismo Alessandra Crapa per la partecipazione autorevole e attiva all’evento e l’intera amministrazione del Comune di Isnello per lo spazio e il tempo che mi è stato concesso.

Ringrazio di cuore Pino Guercio e Gianpiero Caldarella per la cura con cui hanno trattato i contenuti del libro e le suggestioni che hanno evocato durante il dialogo.

Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato, in vario modo, alla riuscita dell’evento e la Casa Editrice #tabedizioni per la collaborazione e il valido supporto anche a distanza. ♥️♥️

👥 Per un’anteprima del libro, disponibile in cartaceo e in abbonamento, sulla piattaforma tablick, visitate la pagina dedicata sul sito di #tabedizioni: https://www.tabedizioni.it/…/interviste-impossibili-a…

#tabedizioni#tablick#scuola#didattica#podcast#musica#musicisti#libri#leggere#insegnamento#sicilia

#radiomediainonda#spiritodiniziativaeimprenditorialità#metodologiainnovativa#modellosamr#pedagogiasperimentale

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Note in libertà di Maria Rosa Mazzola

L’ultima campanella di Maria Rosa Mazzola

Note in libertà – l’ultima campanella di Maria Rosa Mazzola, Giugno 2025.

Music Zac Nelson – Another Time, dall’album Bouquet.


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Presentazione libro Interviste impossibili a Radio MediaInOnda a Roma

Martedì 03 giugno 2025, vi aspettiamo…


Ringrazio di cuore ❤️ tutti gli amici, colleghi, alunni ed ex alunni, genitori e Dirigenti scolastici intervenuti alla presentazione del mio libro Interviste impossibili a Radio MediainOnda, Libreria Tempesta in Testa, Roma del 03 giugno 2025.

Sentiti e affettuosi ringraziamenti vanno alla Prof.ssa Silvia Ovidi e al Preside emerito Ettore Proietti per gli interventi in dialogo con l’autrice.

Grazie alla casa editrice tab edizioni e a Annalisa Maniscalco, editor di tab edizioni, per l’organizzazione e la cura dell’evento.

Ringrazio la libraia Emilia e lo staff della libreria Tempesta in Testa per l’accoglienza e la cortesia e grazie a tutto lo speciale pubblico presente per l’interazione spontanea e il dibattito coinvolgente e costruttivo. M.R.M

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Marching Band step 1 e step 2 e Sbandieratori all’I.C. “Via Dal Verme” 2024-25 di Roma

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è un programma strategico varato dal governo italiano per affrontare le sfide economiche e sociali derivanti dalla pandemia e promuovere la ripresa del Paese.

Uno degli obiettivi principali del PNRR – Futura, La Scuola per l’Italia di domani – oltre a quello di  contrastare la dispersione scolastica e ridurre il numero di studenti che abbandonano prematuramente gli studi, è quello di contrastare i divari.

I due laboratori Marching band step 1 e step 2 (unitamente ad altre attività laboratoriali di scacchi, recupero di matematica e di Mentoring e Orientamento per studenti e genitori) hanno fatto parte di queste azioni nell’ambito del progetto PNRR – La scuola per tutti e per ciascuno dell’I. C. “Via Dal Verme”, docente la Prof.ssa M.R. Mazzola, tutors d’aula la Maestra C. Pacella e il Prof. F. Diviccaro.

I laboratori di Marching band step 1 e step 2 hanno offerto ai ventidue studenti iscritti un’esperienza musicale appassionante e formativa, incentrata sull’esplorazione ritmica di una Marching Band. Il progetto ha impiegato tamburi da parata di varie dimensioni, grancasse e rullante con l’obiettivo principale di utilizzare la musica come mezzo per migliorare il coinvolgimento degli studenti, fornendo loro un sostegno concreto, sviluppando abilità musicali, promuovendo il successo e l’affezione per l’ambiente scolastico, promuovendo l’orientamento sia formativo che professionale e favorendo la collaborazione tra scuola, famiglia e comunità locale.

L’attività laboratoriale del progetto, che ha previsto anche la partecipazione di un gruppo di dodici sbandieratori, ha impiegato un metodo sperimentale teso a coinvolgere gli alunni nel pensare-realizzare-valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, peer to peer, e metodologie laboratoriali e prassiche che hanno utilizzato più canali sensoriali e comunicativi in ambiente interno ed esterno alla scuola, valorizzando in tal modo anche il territorio come risorsa per l’apprendimento.

Il tempo di lavoro di ventisei ore di lezione, in sessioni di due ore a settimana, per ogni step di Marching Band ha visto il bilanciamento di attività di apprendimento teorico di sight-reading ritmico con lettura a video e base musicale, di pratica ritmico-musicale individuale e di gruppo con lettura a prima vista e a imitazione, di un laboratorio ritmico/melodico con i video promozionali della London Philharmonic Orchestra, di un laboratorio di dinamica e di memoria ritmica, a cui si sono aggiunte le prove coreografiche degli sbandieratori per le performance integrate con i percussionisti e le prove per la manifestazione delle parate finali.

Contenuti principali delle lezioni:

  • esplorazione delle diverse sonorità e possibilità espressive offerte dagli strumenti;
  • dimostrazione delle diverse tecniche di base di percussioni come colpi diretti, rolli, rimbalzi etc.;
  • apprendimento di ritmi di base come il 2/4, 3/4, 4/4, 6/8 etc.;
  • pratica di pattern ritmici;
  • apprendimento di groove ritmici caratteristici della marching band;
  • sight-reading ritmico: lettura ed esecuzione di partiture ritmiche semplici e complesse con videoproiezioni e basi musicali;
  • esercizi di memoria ritmica a imitazione per sviluppare la precisione ritmica, l’enfasi e le dinamiche nella prassi esecutiva;
  • approfondimento delle tecniche di poliritmia e polimetria;
  • improvvisazione ritmica individuale;
  • improvvisazione d’insieme con la sperimentazione di diversi pattern e combinazioni ritmiche;
  • creazione di composizioni ritmiche originali da parte degli studenti;
  • laboratorio di dinamica;
  • laboratorio ritmico/melodico con video proiezioni della London Philharmonic Orchestra;
  • musica e movimento (sincronizzazione temporale e spaziale);
  • coreografie da parata per marching band e per gruppo di sbandieratori in produzione integrata;
  • esecuzione in gruppo e performance dei percussionisti dei due laboratori nei giorni:  15 settembre 2024 per l’accoglienza delle nuove classi prime, 28 maggio 2025 con parata per le strade del quartiere e carosello presso la palestra esterna della scuola primaria “Giulio Cesare” e 04 giugno 2025 in occasione della premiazione finale degli studenti in varie discipline letterarie, artistiche e sportive.

M. R. Mazzola


Backstage e Parata finale del 28 maggio 2025


ai ragazzi del gruppo percussionisti della Marching Band step1 e step2 e del gruppo Sbandieratori della scuola per l’impegno, la responsabilità, l’allegria, la musicalità ritmica e ritmico/melodica, per la pazienza e la concentrazione in tutte le sessioni di lavoro.

Grazie ai Proff. C. Pacella e F. Diviccaro, tutors d’aula.

Grazie ai genitori per la preziosa collaborazione.

Grazie alla Questura di Roma, al Comando della Polizia di Stato e al Comando di Polizia Locale per l’autorevole e significativa partecipazione e assistenza durante la parata finale.

Grazie alla DSGA V. Gaccione e alla D. S. Prof.ssa R. Micarelli.


Licenza d’uso delle immagini e dei video concessa dai genitori degli alunni del Gruppo Marching Band, percussionisti e sbandieratori, dell’I.C. “Via Dal Verme” Roma, ai sensi dell’art.13 del Decreto Legislativo 196/2003.

M. R. Mazzola

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Inno delle nazioni di Giuseppe Verdi

Verdi: Hymn of the Nations (Inno delle nazioni) ·

Luciano Pavarotti · Philharmonia Chorus · Philharmonia Orchestra · James Levine

The Pavarotti Story ℗ 1995 Decca Music Group Limited

L’Inno delle Nazioni è una cantata profana, composta da Giuseppe Verdi, su testo di Arrigo Boito, per l’Esposizione universale del 1862, presentata in anteprima il 24 maggio 1862 presso la Royal Opera House di Londra.

Per l’Esposizione Universale del 1862 a Londra, furono incaricati di comporre musica di festa i compositori di quattro paesi: Giacomo Meyerbeer per la Germania, Daniel-François-Esprit Auber per la Francia, William Sterndale Bennett per la Gran Bretagna e l’Irlanda più la recentemente unificata Italia. Prima di affidare l’incarico a Giuseppe Verdi, che aveva appena terminato la composizione della sua opera La forza del destino, si cercò la disponibilità di Gioachino Rossini.

All’epoca della composizione, l’Italia era stata unificata per la maggior parte del suo territorio: le regioni ancora non annesse erano il Lazio – l’ultimo residuo dello Stato Pontificio – ed il Triveneto. In questo clima di eccitazione, Verdi incontrò il poeta e compositore Arrigo Boito, allora ventenne, che scrisse un testo sulla pace e l’amicizia tra i popoli. In contrasto con il testo di Boito, la composizione non finisce con un inno all’arte come era preventivato, ma sulle note di God Save the Queen, della Marsigliese e del Canto degli Italiani.

La cantata venne conclusa a Parigi tra il 24 febbraio ed il 31 marzo 1862, e non fu eseguita al concerto di apertura con i lavori di Meyerbeer, Auber e Bennett, ma in un concerto complementare alla Royal Opera House.

Dopo un breve preludio inizia il coro introduttivo, Gloria pei cieli altissimi. Nella parte per solista che segue, Spettacolo sublime!, il Bardo ha alle spalle la miseria dei conflitti passati e invoca la pace immediata e l’amicizia tra i popoli, Fratellanza. Nella preghiera seguente, Signor, che sulla terra, che il coro ripete, il Bardo saluta l’Inghilterra (Salve, Inghilterra) e la Francia (O Francia), mentre l’orchestra intona l’Inno Nazionale inglese, God Save the Queen e subito dopo la Marsigliese. Segue un inno per l’Italia (O Italia, o Italia, o patria mia) in cui il Canto degli Italiani di Mameli e Novaro è citato. La parte finale della composizione comprende una parte contrappuntistica che combina God Save the Queen, la Marsigliese e il Canto degli Italiani, dove si sovrappongono questi brani in una forma complessa di polifonia. Dopo una ripresa finale dell’Inno britannico, il lavoro si conclude con la parola “gloria“.

Nel preludio introduttivo e nel coro si percepiscono idee sviluppate poi nell’opera Aida, composta nel 1870. Così, il coro della parte di “Gloria” presenta una somiglianza con la scena trionfale del secondo atto dell’Aida.

La versione di Toscanini del 1943-44

Nel dicembre 1943, dopo la caduta di Benito Mussolini, Arturo Toscanini fu il protagonista negli Stati Uniti di un cortometraggio diretto da Alexander Hammid che celebrava il ruolo degli antifascisti italo-americani durante la seconda guerra mondiale e si concludeva con la rappresentazione di una speciale versione dell’Inno delle Nazioni.

Allo spartito verdiano, che includeva i motivi degli inni nazionali inglese, francese e italiano, Toscanini aggiunse The Star-Spangled Banner, l’inno nazionale degli USA, e l’Internazionale, modificando alcune parole dell’Inno di Mameli, adattandole alla situazione contemporanea: “O Italia, o patria mia“, ad esempio, divenne “O Italia, o patria mia tradita“.

Il concerto, diretto da Toscanini con la NBC Symphony Orchestra, Jan Peerce come solista, e i coristi dal Westminster Choir College, fu radio-trasmesso il 31 gennaio 1944 e riproposto dal vivo il 25 maggio 1944 in uno spettacolo di beneficenza per la Croce Rossa al Madison Square Garden di New York.

(Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Inno_delle_Nazioni)

Testo

CORO DI POPOLO

Gloria pel cieli altissimi,
Pei culminosi monti,
Pel limpidi orizzonti
Gemmati dí splendor.

In questo dí giocondo
Balzi di gioia il mondo,
Perchè vicino agli uomini
È il regno dell’ Amor,

Gloria! I venturi popoli
Ne cantin la memoria,
Gloria pel cieli! … Gloria!

BARDO

Spettacolo sublime! … ecco … dai lidi remoti della terra,

ove rifulge cocentemente il sol,

ove distende bianco manto la neve,

una migrante schiera di navi remigar per l’acque degli ampli oceani,

ed affollarsi tutte verso un magico Tempio,

ed in quel Tempio spandere a mille a mille i portentosi Miracoli del genio!…

E fuvvi un giorno che passò furiando,

quel bieco Fantasma della guerra;

allora udissi un cozzar d’armi, un saettar di spade, un tempestar di carri e di corsieri,


un grido di trionfo … e un ululante urlo … e colà ove fumò di sangue


il campo di battaglia, un luttuoso campo santo levarsi,

e un’elegia di preghiere, di pianti e di lamenti…


Ma in oggi un soffio di serena Dea spense quell’ire,

e se vi furon in campo avversari crudeli,

oggi non v’ha in questo Tempio che fratelli in Arte,


E a Dio che ’l volle alziam di laudi un canto.

Signor, che sulla terra
Rugiade spargi e fior
E nembi di fulgori
E balsami d’amor.

(Coro: Signor, che sulla terra
Rugiade spargi e fior
E nembi di fulgori
E balsami d’amor.)


Fa che la pace torni
Coi benedetti giorni,
E un mondo di fratelli
Sarà, la terra allor.

(Coro: Signor, che sulla terra
Rugiade spargi e fior
E nembi di fulgori
E balsami d’amor.)

Salve, Inghilterra, Regina dei mari
vessillo antico di libertà! …

Oh, Francia,
Tu, che spargesti il generoso sangue
Per una terra incatenata, salve, oh Francia, salve!


Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia tradita,
Che il cielo benigno ti sia propizio ancora,
Fino a quel dí che libera tu ancor risorga al sole!
Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia!

Guida all’ascolto

L’Inno delle nazioni si apre con accordi solenni e maestosi dell’orchestra. Gli archi eseguono di seguito una melodia dolce alternandola con gli strappi violenti dei Tutti. La melodia discendente al basso sembra rappresentare l’ineluttabilità del Destino e prelude all’argomento del destino delle nazioni. Il coro risponde con melodia ascendente e ruvida, alternata anch’essa a spunti molto dolci, in contrappuntando con l’accompagnamento discendente.

La struttura iniziale è binaria, sino a che interviene il tenore in recitativo accompagnato. L’orchestra ancora accenna a motivi ostinati, specie sulle parole “luttuoso campo”, che introducono le “preghiere” tra “pianti e “lamenti”. Il “soffio della Dea” è rappresentato efficacemente dai brevissimi passaggi concertati tra il Tenore e l’oboe, e gli altri strumenti solisti.

“Signor che sulla Terra” comincia con il tenore accompagnato dall’arpa. Segue il coro con un canto che culmina sulla parola “Fratelli” a significare l’unione dei popoli. La massa corale suggella il patto fraterno, ripetendo le frasi del tenore.

Da “Salve Inghilterra” comincia la serie degli inni nazionali, prima quello inglese, per onore al Paese ospitante. Poi è la volta di quello della Francia e per ultimo l’inno italiano “Oh Italia, oh Patria”, scelto dall’inno nazionale di Mameli forse per motivi politici, forse anche perché si prestava contrappuntisticamente di più della Marcia reale dei Savoia.

A seguire vi è l’inno francese, sostenuto dall’inno inglese, il quale infatti è ripreso dall’orchestra, mentre il coro e il tenore mischiano assieme il materiale musicale in forma di fugato: prima l’inno inglese, poi la Marsigliese, e infine l’inno italiano, magistralmente sovrapposti in clima operistico.

Lo stretto del finale si divide in tanti rivoli di contrappunto, finché l’orchestra riprende i temi dell’inizio della Cantata, per cui tutto quadra in questa composizione geniale, che va oltre ben oltre un pezzo d’occasione.
L’inno italiano, che è semplice, e molto ritmico finisce con il prevalere sugli altri, per un effetto voluto, quando Coro, solista e orchestra suonano tutti assieme.
L’Inno delle Nazioni sublima in un ultimo episodio sommesso, chiuso dai rapidi e incisivi accordi in fortissimo dell’orchestra.

(Fonte: https://musicascuolasite.wordpress.com/classe-terza/esercizi-3/secondo-800/giuseppe-verdi/inno-delle-nazioni/)

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Leoš Janáček, Sinfonietta

Compositore: Leoš Janáček (3 luglio 1854 — 12 agosto 1928) – Orchestra: Wiener Philharmoniker – Direttore: Sir Charles Mackerras – Anno di registrazione: 1980

Sinfonietta (sottotitolato “Military Sinfonietta” o “Sokol Festival”), scritta nel 1926.

00:00 – I. Allegretto — Allegro maestoso (Fanfara)

02:25 – II. Andante — Allegretto (Il Castello, Brno)

08:35 – III. Moderato (Monastero della Regina, Brno)

13:58 – IV. Allegretto (La strada che porta al Castello)

17:02 – V. Andante con moto (Municipio, Brno)

La Sinfonietta è un’opera tarda molto espressiva e festosa per grande orchestra (di cui 25 ottoni).

È dedicata “Alle forze armate cecoslovacche” e Janáček ha detto che intendeva esprimere “l’uomo libero contemporaneo, la sua bellezza e gioia spirituale, la sua forza, coraggio e determinazione nella lotta per la vittoria”.

Janáček ascoltava una banda di ottoni ed è stato ispirato a scrivere alcune sue fanfare. Quando gli organizzatori del Festival della Ginnastica Sokol lo contattarono per una commissione, sviluppò il materiale nella Sinfonietta. In seguito abbandonò la parola militare.

L’opera è tipica della costruzione serrata di Janáček, il materiale di ogni movimento deriva dal motivo di apertura.

Presenta diverse varianti basate sulla fanfara originale di Janáček.

– Il primo movimento è composto solo da ottoni e percussioni.

– Il secondo movimento inizia con un rapido ostinato del vento, ma successivamente ha un episodio più lirico.

– La terza inizia tranquillamente negli archi, ma viene interrotta da una figura severa nei tromboni, che porta ad un altro passaggio veloce simile a una danza.

– Nel quarto movimento Janáček celebra la Cecoslovacchia appena liberata con una gioiosa fanfara di tromba.

– Il finale inizia nella tonalità di mi bemolle minore con una calma versione retrograda della melodia di apertura. Tuttavia, questo si trasforma rapidamente in un finale trionfante, il ritorno della fanfara di apertura decorata con figure vorticose negli archi e nei fiati.

La prima rappresentazione ebbe luogo a Praga il 26 giugno 1926 sotto la direzione di Václav Talich.

https://www.youtube.com/embed/9aFTv50AoEQ?feature=oembedLeoš Janáček Sinfonietta Hallé Orchestra Sir Mark Elder, conductor Live recording. London, Proms 2011


Timpani Moments – Janáček: Sinfonietta – 1. Allegretto — Allegro maestoso (Fanfare)

London Philharmonic Orchestra


Un famoso utilizzo dell’apertura di Sinfonietta è stato da parte del gruppo rock progressivo Emerson, Lake & Palmer per la canzone “Knife-Edge” nel loro album di debutto.

Emerson, Lake & Palmer – Knife-Edge (Official Audio)

Just a step, cried the sad man
Take a look down at the madman
Theatre kings on silver wings fly beyond reason
From the flight of the seagull
Come the spread claws of the eagle
Only fear breaks the silence
As we all kneel, pray for guidance

[Instrumental Break 00:36-01:07]

[Verse 2]
Tread the road cross the abyss
Take a look down at the madness
On the streets of the city
Only spectres still have pity
Patient queues for the gallows
Sing the praises of the hallowed
Our machines feed the furnace
If they take us, they will burn us

[Instrumental Break 01:30-02:00]
[Organ Solo]

[Bridge]
Will you still know who you are
When you come to who you are?

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Marching Band 2024-25

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Step 1

Step 2

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Mentoring e Orientamento 2024-25


Mentoring e orientamento classe prima

Mentoring e Orientamento classe seconda


Percorso di Mentoring e Orientamento

Obiettivo Generale

Favorire la crescita personale dello/a studente/essa, aiutandolo/a a sviluppare consapevolezza di sé, identificare le proprie inclinazioni e rafforzare competenze utili per affrontare con successo il percorso scolastico e le sfide della vita quotidiana.

Struttura degli Incontri

  • Durata totale: 20 ore
  • Durata incontri: 2 ore
  • Numero incontri: 10

Ogni incontro di mentoring è un’opportunità di crescita per l’alunno/a, rafforzando la fiducia in se stesso/a, l’autonomia, la consapevolezza e la motivazione. L’approccio del mentor è quello di un facilitatore e guida, più che di un insegnante, aiutando l’alunno/a a scoprire e sviluppare le proprie potenzialità. Il mentor si adatta al ritmo e alle necessità dell’alunno/a, incoraggiandone l’autosufficienza e il pensiero critico.

L’obiettivo finale è fornire all’alunno/a gli strumenti necessari per affrontare le sfide scolastiche e personali, rendendolo/a protagonista del proprio processo di crescita.


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Buone feste natalizie a tutti!

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Abbina gli strumenti ai timbri corrispondenti

https://interacty.me/projects/a60954eee041f80c


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Abbina il compositore alla sua opera

https://interacty.me/projects/ee2c5d130899853f

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Libro Interviste impossibili a Radio MediaInOnda di Maria Rosa Mazzola

Interviste impossibili a Radio MediaInOnda racconta un laboratorio creativo di ricerca-azione per la realizzazione di un podcast di interviste a musicisti e compositori del passato, partendo dalla scelta delle fonti per la scrittura del copione fino alla recitazione e alla realizzazione del prodotto multimediale.

Il progetto pedagogico qui presentato armonizza il ruolo del docente e l’impegno degli studenti in una comunità di ricerca che opera con lo strumento del dialogo, inteso non solo come scambio di parole ma come stile di pensiero, di metodi di analisi, di punti di vista negoziati, di soluzioni condivise, di artefatti realizzati insieme. Per insegnare e imparare senza rinunciare al divertimento.

DI-A-DA (DIdattiche – Avanguardie – Differenze ed equitÀ)

scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

ISBN: 978-88-9295-997-2

Data di pubblicazione: ott 2024

N° di pagine: 196

Formato: 15 x 22 cm

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Acquista on line o nelle librerie

Sito web Interviste impossibili a Radio MediaInOnda
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Sondaggio con Mentimeter

Esprimi la tua opinione

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Kahoot! e la Musica Barocca

Gioca con noi!

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Puzzle scorrevole: Antonio Vivaldi

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Cruciverba di musica barocca

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Memory compositori della musica barocca

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Escape room e didattica 2024-25

Una escape room didattica è un’attività educativa che prende ispirazione dalle escape room tradizionali, in cui i partecipanti devono risolvere enigmi e superare sfide per “scappare” o completare un obiettivo entro un tempo limite. Adattata al contesto educativo, questa metodologia trasforma l’apprendimento in un gioco, spingendo gli studenti a usare il pensiero critico, le abilità logiche, la collaborazione e la creatività per risolvere una serie di compiti che richiedono conoscenze e competenze specifiche.

Caratteristiche principali:
  1. Enigmi e Sfide Educative: Gli enigmi sono progettati per essere attinenti al contenuto della lezione, stimolando gli studenti a mettere in pratica le conoscenze apprese. Per esempio, in una escape room di storia, gli studenti potrebbero dover risolvere indovinelli basati su eventi storici.
  2. Lavoro di Squadra: Gli studenti lavorano in piccoli gruppi, sviluppando capacità di cooperazione e problem solving collaborativo.
  3. Tempo Limitato: C’è un tempo stabilito entro il quale completare l’attività, che aggiunge un elemento di sfida e di urgenza.
  4. Progressione: La risoluzione di ogni enigma o sfida permette di avanzare, arrivando gradualmente alla fine del gioco o all’uscita virtuale.
  5. Feedback Immediato: Gli studenti ricevono un riscontro immediato sul loro progresso e sugli errori, che li aiuta a correggere eventuali lacune o malintesi.
Obiettivi Educativi:
  • Rendere l’apprendimento più coinvolgente: La natura interattiva dell’escape room stimola la curiosità e il coinvolgimento attivo degli studenti.
  • Sviluppare competenze trasversali: Pensiero critico, problem solving, capacità di lavorare in squadra e gestione del tempo.
  • Favorire l’apprendimento per scoperta: Gli studenti esplorano concetti e informazioni in maniera pratica, spesso in contesti reali o simulati.
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