Lettera di Nemorino

Lettera di Nemorino per i miei alunni delle classi 2A, 2B, 3A e 3F dell’I.C. Via Dal Verme Roma

“Cari Ragazzi,

ho ricevuto un messaggio da Nemorino che vi voleva dire delle cose molto importanti e mi ha inviato una lettera indirizzata a voi. Mi ha detto che dovete leggerla, all’interno troverete tantissime sorprese e giochi da fare per continuare anche da casa le attività del progetto L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti e cantare insieme a Nemorino e Adina le splendide melodie de L’elisir d’amore. Fatemi sapere cosa vi ha scritto e ricordate che io sono qui per darvi il mio aiuto!

 Un abbraccio a tutti,

Prof.ssa Mazzola

Lettera di Nemorino ELISIR DELLA FELICITA’


Cari ragazzi, comprendo che è difficile sostituire le lezioni in presenza con le risate e la musica ma credo che sia fondamentale ricordare il valore e la bellezza della cultura e della musica nella nostra vita, in queste giornate per tutti particolari.

L’Associazione Europa Incanto ha predisposto un palinsesto di attività che saranno gradualmente e regolarmente pubblicate sul loro sito, sulla loro pagina Facebook così da continuare il percorso di studio del nostro Progetto L’elisir d’amore attraverso la didattica online.

Sono stati pianificati appuntamenti quotidiani sulla pagina Facebook di Europa InCanto a partire da sabato 14 marzo in due turni, il primo alle ore 11.00 e la replica alle ore 17.00. Verranno pubblicati i video karaoke, gli audiolibri, i tutorial per la realizzazione dei costumi e degli oggetti di attrezzeria, alcuni esercizi sulla didattica musicale e altre curiosità su L’elisir d’amore, su Gaetano Donizetti e tanti consigli musicali. Inoltre sarà bandito il concorso IL MIO ELISIR con giochi, spunti e tante attività legate al nostro progetto. Se volete,  potete seguire L’Elisir d’amore in questa maniera alternativa.


 

 

Vi segnalo una bellissima iniziativa di Rai Cultura:

SPECIALE L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti

Una pagina con l’audiolibro che avete ricevuto e con i brani corali che avete imparato a cantare prima della sospensione didattica all’URL: https://www.raicultura.it/raicultura/speciali/lelisirdamore/

Divertitevi ad ascoltare il libro e l’Opera, al nostro rientro saremo prontissimi per cantare insieme. Mi raccomando finite l’allestimento dei costumi! Non si sa mai! 🙂


W La Musica!


A presto! Prof.ssa Mazzola

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Musica@scuola al tempo del coronavirus

Carissimi miei 203 alunni dell’I.C. Via dal Verme,

abbiamo impiegato tanto bel tempo per imparare a fare i Padlet e usare altre risorse tecnologiche d’apprendimento e non avremmo mai pensato che potessero essere fondamentali per avere un canale di comunicazione privilegiato in tempi di coronavirus! Vi voglio bene ragazzi, ricominciamo con una scuola diversa, senza sguardi e senza chiacchiere ma con tanti sorrisi a distanza!  Non abbiamo bisogno di cose straordinarie! Avevamo già Musica@scuola, Padlet, Drive per le basi e gli spartiti, le lezioni su Classflow, la musica da comporre su Musescore, i “riassunti”, le linee del tempo e le schede di ascolto su PowerPoint e Impress, i videoascolti su FlexClip, Kizoa, Window Movie Maker… continueremo ad usare tutto ciò, aggiungeremo lezioni sul portale di Raiscuola, sulla piattaforma Collabora e sulla piattaforma Impari che è collegata al nostro registro elettronico, sul mio canale didattico Youtube e poi vi farò esplorare tanti altri spazi in cloud in cui ritrovarci per continuare a suonare, ascoltare musica e imparare!

Siamo tutti soli, in famiglia, nelle nostre case, ma siamo un gruppo forte che cammina insieme, che si aiuta e che si vuole bene. Allora forza! Insieme, tutto andrà bene ma… #iorestoacasa! E speriamo di rivederci molto presto.

La vostra Prof.ssa Mazzola

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Fai Rumore – Diodato



Fai rumore  –  Diodato

Sai che cosa penso
Che non dovrei pensare
Che se poi penso sono un animale
E se ti penso tu sei un’anima
Che mi porta da te
E lo so non dovrei farmi trovare
Senza un ombrello anche se
Ho capito che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te.
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
Tra me e te.
Senza un posto a cui arrivare
Consumo le mie scarpe
E forse le mie scarpe
Sanno bene dove andare
Proprio quei posti che dovevo evitare
E faccio finta di non ricordare
E faccio finta di dimenticare.
Per quanto io fugga
Torno sempre a te.
E non lo so se mi fa bene
Se il tuo rumore mi conviene
Ma fai rumore, sì
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale tra me e te.
Che non lo posso sopportare
Questo silenzio innaturale
E non ne voglio fare a meno oramai
Di quel bellissimo rumore che fai.

 

 

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L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti

Interpreti: Nemorino: Rolando Villazon

Adina: Anna Netrebko

Belcore: Leo Nucci

Dulcamara: Ildebrando d’Arcangelo

Coro e orchestra: Wiener Staatsoper diretti da Alfred Eschwè


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L’Elisir d’amore è un melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
La storia ruota attorno alle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano di Donizetti), che – fingendosi un dottore – vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore…

L’opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 a Milano, presso il Teatro della Cannobiana.
Felice Romani aveva tratto ispirazione per suo il libretto da un testo scritto l’anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber, Le Philtre (Il filtro).


Personaggi

  • Adina, ricca e capricciosa fittaiuola – soprano
  • Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina – tenore
  • Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio – baritono
  • il dottore Dulcamara, medico ambulante – basso buffo
  • Giannetta, villanella – soprano
  • Villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento,un notaio, due servitori, un moro – cori e comparse

    Trama

L’azione ha luogo in un villaggio dei paesi baschi alla fine del XVIII secolo.

  • ATTO I

La giovane Adina se ne sta in disparte, leggendo delle vicende di Tristano e Isotta, mentre i mietitori riposano all’ombra. Intanto, l’umile contadino Nemorino la osserva da lontano, esprimendo per lei tutto il suo amore e la sua ammirazione, dolendosi della propria incapacità di conquistarla. I contadini chieno ad Adina di renderli partecipi delle sue letture; lei comincia a leggere delle peripezie di Tristano e del filtro magico che lo ha aiutato a far innamorare di sè la regina Isotta.
Mentre Nemorino sogna di trovare questo magico elisir, arriva in paese il sergente Belcore, con lo scopo di arruolare nuove leve.
Belcore – anch’egli innamorato di Adina – le chiede di sposarlo; lei evita una risposta e dice di volerci pensare un po’ su.
Adina espone a Nemorino la sua teoria circa l’amore: l’amore fedele e costante proprio non fa per lei…
in quel mentre arriva in paese il dottor Dulcamara; egli in realtà è un truffatore che, girando di paese in paese, vende i propri miracolosi preparati medicinali. Nemorino coglie la palla al balzo e gli chiede se abbia un elisir che faccia innamorare le persone. Il ciarlatano pesca dal mucchio una bottiglia di vino bordò e gliela vende, fornendo precise istruzioni: la pozione avrà effetto dopo ventiquattro ore (il tempo utile per permettergli di fuggire indisturbato dal paese…).
Nemorino beve tutta l’ “elisir” e si ubriaca. Ciò lo fa diventare disinvolto, quel tanto che basta per mostrarsi indifferente nei confronti di Adina. La giovane contadina, abituata com’è a sentirsi desiderata, prova fastidio verso Nemorino. Per ripicca decide dunque di accettare la proposta di Belcore e sposarlo quel giorno stesso, prima che lui riparta.
Nemorino crede fermamente nell’elisir da lui bevuto, cerca per questo di convincere Adina a spostare la data delle nozze per permettere all’elisir di fare effetto. Adina non lo ascolta e se ne va con il sergente Belcore.

  • ATTO II

Fervono i preparativi per le nozze. Adina vuole aspettare che venga sera per celebrare le nozze, perche vuole che assista anche Nemorino, per punirlo della sua indifferenza. Intanto Nemorino vorrebbe comprare un’altra bottiglia di elisir da Dulcamara, ma non ha i soldi. Decide quindi di arruolarsi per avere la paga. Il sergente Belcore riesce così ad allontanare lo scomodo rivale.
Giannetta sparge in paese la notizia che Nemorino ha ottenuto una grande eredità da un parente recentemente deceduto. Questo non lo sanno né l’interessato, né Adina, né Dulcamara: la novità fa sì che le ragazze del paese corteggino Nemorino e questi pensi sia l’effetto dell’elisir. Dulcamara resta perplesso, Adina si ingelosisce.
Quando Dulcamara racconta ad Adina di aver venduto l’elisir d’amore a Nemorino, lei capisce che di essere la sua amata. Una lacrima negli occhi di Adina tradisce i suoi sentimenti; Nemorino, vedendola, capisce di essere ricambiato.
Adina entra in possesso del contratto di arruolamento di nemorino e glielo rende, consigliandogli di rimanere in paese. Nemorino, dopo aver tanto penato, vorrebbe una dichiarazione d’amore da lei. Quando infine dichiara di volersene andare, Adina cede e dichiara il suo amore.
La scena si conclude con Belcore che se ne va, convinto di trovare altre ragazze da corteggiare, e Dulcamara trionfante e incredulo per il successo ottenuto dal suo improbabile elisir.

Fonte: http://www.cantarelopera.com/libretti-d-opera/l-elisir-d-amore-di-gaetano-donizetti.php


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Gaetano Donizetti


Progetto L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti con Europa InCanto 2020

Classi 2A, 2B, 3A e 3F dell’I.C.”Via Dal Verme” Roma


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Scarica qui il libretto L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti


Scarica qui gli spartiti, le basi per cantare i brani dell’opera e le istruzioni per realizzare i costumi

https://www.europaincanto.com/opera-elisir/


Area Scuole del sito web di Europa InCanto

https://www.europaincanto.com/areascuole/


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I video sono stati rilasciati da terzi sotto Licenza YouTube standard. Le immagini riportate in questa pagina sono di pubblico dominio salvo ove diversamente specificato.

#RESTIAMOACASA ma cantiamo insieme!

Da oggi Europa InCanto, Rai Scuola e Rai Cultura insieme per diffondere la musica e l’opera lirica.
Il video audio libro de L’elisir d’amore raccontato da Nunzia Nigro disponibile anche sul sito di Rai Scuola:
https://www.raicultura.it/speciali/lelisirdamore/


 

 

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Epitaffio di Sicilo

L’Epitaffio di Sicilo è un documento musicale dell’antica Grecia, costituito da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica greca di una melodia musicale frigia in otto misure, scolpite su una stele funeraria di marmo.

Ritrovato a Aydın, in Anatolia, nel 1883, la sua datazione varia dal II secolo a.C. al I secolo d.C. e per questo può essere considerato il più antico brano musicale completo.

Dal 1966 è conservato al Museo nazionale danese, a Copenaghen (no. 35 e sala 11; numero di catalogo 14897).


La trascrizione diplomatica della stele è la seguente:

ΕΙΚΩΝΗΛΙΘΟΣ 
ΕΙΜΙ∙ΤΙΘΗΣΙΜΕ
ΣΕΙΚΙΛΟΣΕΝΘΑ
ΜΝΗΜΗΣΑΘΑΝΑΤΟΥ
ΣΗΜΑΠΟΛΥΧΡΟΝΙΟΝ

ΟΣΟΝΖΗΣΦΑΙΝΟΥ
ΜΗΔΕΝΟΛΩΣΣΥ
ΛΥΠΟΥΠΡΟΣΟΛΙ
ΓΟΝΕΣΤΙΤΟΖΗΝ
ΤΟΤΕΛΟΣΟΧΡΟ
ΝΟΣ ΑΠΑΙΤΕΙ

ΣΕΙΚΙΛΟΣ ΕΥΤΕΡ

si può suddividere in tre parti:

  1. l’epigramma, un distico elegiaco;
  2. la melodia, con un carme di quattro versi disteso su sei righe;
  3. la dedica.

Traduzione in Italiano:

«Un’immagine, la pietra,
[io] sono; mi pone
qui Sicilo,
di un ricordo immortale
segno durevole.»

«Finché vivi, mostrati al mondo,
non affliggerti per niente:
la vita dura poco.
Il tempo esige infine il suo tributo.»


In questa ricostruzione della stele funeraria si possono notare, sopra ogni riga di testo, lettere che indicano la melodia e segni che indicano la durata:

  • Il punto • , chiamato anche stigme, indica il tempo forte
  • Le parentesi orizzontali ⏝ collegano gruppi di note
  • Il trattino ― , chiamato anche diseme, raddoppia la durata della nota
  • I due trattini perpendicolari ⏗ , anche detti triseme, triplicano la durata della nota

Nella melodia è stata utilizzata la scala ionica: un particolare tipo di scala in cui ogni lettera greca ha un valore differente, secondo il seguente schema

La ricostruzione della stele

la traduzione in notazione moderna, dà questo risultato:

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Cantiamo e suoniamo insieme a Natale!

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Feliz Navidad

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

I wanna wish you a Merry Christmas
I wanna wish you a Merry Christmas
I wanna wish you a Merry Christmas
From the bottom of my heart.

I wanna wish you a Merry Christmas
I wanna wish you a Merry Christmas
I wanna wish you a Merry Christmas
From the bottom of my heart.

[Ripetere 3 volte]

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

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Joy to the World

1. Joy to the world, the Lord is come!
Let earth receive her King;
let every heart, prepare him room,
and heaven and nature sing,
and heaven and nature sing,
and heaven and nature sing.
2. Joy to the world, the Savior reigns!
Let all their songs employ;
while fields and floods, rocks, hills, and plains
repeat the sounding joy,
repeat the sounding joy,
repeat repeat the sounding joy.
3. No more let sins and sorrows grow,
nor thorns infest the ground;
he comes to make his blessings flow
far as the curse is found,
far as the curse is found,
far as the curse is found.
4. He rules the world with truth and grace,
and makes the nations prove
the glories of his righteousness,
and wonders of his love,
and wonders of his love,
and wonders of his love.

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O Holy Night

O holy night,
The stars are brightly shining;
It is the night of
Our dear Savior’s birth!
Long lay the world
In sin and error pining,
Till He appeared
And the soul felt its worth.
A thrill of hope,
The weary world rejoices,
For yonder breaks
A new and glorious morn.
Fall on your knees,
O hear the angel voices!
O night divine,
O night when Christ was born!
O night divine, O night,
O night divine!
Led by the light of Faith
Serenely beaming,
With glowing hearts
By His cradle we stand.
So led by light of a star
Sweetly gleaming,
Here came the wise men
From Orient land.
The King of Kings lay thus
In lowly manger,
In all our trials
Born to be our Friend!
He knows our need,
To our weakness no stranger;
Behold your King!
Before the lowly bend!
Behold your King! your King!
Before Him bend.
Truly He taught us
To love one another;
His law is love and
His gospel is peace.
Chains shall He break
For the slave is our brother
And in His name
All oppression shall cease.
Sweet hymns of joy in
Grateful chorus raise we,
Let all within us
Praise His holy name!
Christ is the Lord,
Oh praise His name forever,
His pow’r and glory evermore proclaim
His pow’r and glory
Evermore proclaim.

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We wish you a merry Christmas

We wish you a merry Christmas
We wish you a merry Christmas
We wish you a merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!

We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
We want some figgy pudding
Please bring it right here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!

We won’t go until we get some
We won’t go until we get some
We won’t go until we get some
So bring it out here!
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!

We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a happy New Year.
Glad tidings we bring
To you and your kin;
Glad tidings for Christmas
And a happy New Year!

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Palline-Natale

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Tu scendi dalle stelle

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (2 v.)
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l’avermi amato ! (2 v.)

2. A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore. (2 v.)
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora. (2 v.)

3. Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per giunger a penar su questo fieno. (2 v.)
Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò ?
O Gesù mio,
per ché tanto patir ? per amor mio ! (2 v.)

4. Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire ? (2 v.)
mio Gesù, t’intendo sì !
Ah, mio Signore !
Tu piangi non per duol, ma per amore. (2 v.)

5. Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto – del mio petto,
Se già un tempo fu così, or te sol bramo
Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo (2 v.)

6. Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
un dì morir per te, rispondi, io penso. (2 v.)

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io?
O Maria. speranza mia,
se poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io non so amare! (2 v)

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Astro del ciel

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

palle-natale

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A Natale puoi

A natale puoi,
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo,
che rincorrevi tanto.

E’ natale e a natale si può fare di più;
è natale e a natale si può amare di più;
è natale e a natale si può fare di più per noi;
A natale puoi.

A natale puoi

dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare,
quanto ti voglio bene.
E’ natale e a natale si può fare di più;
è natale e a natale si può amare di più;
è natale e a natale si può fare di più per noi;
A natale puoi.
è natale e a natale si può amare di più;
è natale e a natale si può fare di più per noi;
A natale puoi.

Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più,
è natale anche all’amore, che non c’è solo a natale,
che ogni giorno crescerà se lo vuoi.
A natale puoi.

E’ natale e a natale si può fare di più;
è natale e a natale si può amare di più;
è natale e a natale si può fare di più;

è natale e a natale puoi fidarti di più.
A natale puoi:
Puoi fidarti di più.
A natale puoi.

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Caro Gesù ti scrivo

Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,

per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,

per chi ti tradisce per quei sogni che non portano a niente,

per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.

Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l’ha,

per chi ha lasciato l’Africa lontana e cerca un po’ di solidarietà,

per chi non sa riempire questa vita con l’amore e i fiori del perdono,

per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c’è

e più non crede nell’uomo.

Gesù ti prego ancora:

vieni a illuminare i nostri cuori soli,

a dare un senso a questi giorni duri,

a camminare insieme a noi.

Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,

a fare il vento più felice intorno,

ad aiutare chi non ce la fa…

Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più

di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu,

perché voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,

e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d’oro

di tutta la gente.

Gesù ti prego ancora:

vieni a illuminare i nostri cuori soli,

a dare un senso ai giorni vuoti e amari,

a camminare insieme a noi.

Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,

a fare il vento più felice intorno,

ad aiutare chi non ce la fa…

Signore vieni! Signore vieni!

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Sarà Natale se

 

Tutti abbiamo un compito speciale

ricordare al mondo che è Natale.

Se mettiamo ali al nostro cuore

saremo angeli che portano amore.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

sarà Natale se ami,

sarà Natale se doni,

sarà Natale se chiami

qualcuno solo a stare con te.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

sarà Natale vero non solo per un’ora,

Natale per un anno intero.

sarà Natale se vivi,

sarà Natale se ridi,

sarà Natale se stringi

le mani a chi soffre di più.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

sarà Natale vero non solo per un’ora,

Natale per un anno intero.

sarà Natale se cerchi,

sarà Natale se credi,

sarà Natale se canti

ogni giorno con gli amici tuoi.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

sarà Natale vero non solo per un’ora,

Natale per un anno intero.

Tutti abbiamo un compito speciale

ricordare al mondo che è Natale.

Se mettiamo ali al nostro cuore

saremo angeli che portano amore.

E sarà, sarà, sarà, sarà, sarà Natale se…

sarà Natale vero non solo per un’ora,

Natale per un anno intero.

Natale… Natale…

natale-2013

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So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young
A very Merry Christmas
And a happy new year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Christmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong
And so happy Christmas
For black and for white
For yellow and red one
Let’s stop all the fight
A very Merry Christmas
And a happy new year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Christmas
And what have we done
Another year over
A new one just begun
And so happy Christmas
We hope you


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Dondolando intorno all’albero di Natale – Brenda Lee –

Jingle bell rock – Bobby Helms –

Little Saint Nick – The Beach Boys –

Lo scorso Natale – Wham –

Baby fa freddo fuori – Margaret Whiting e Johnny Mercer –

Il Natale è alle porte – Billy Mack –

Tutto quello che voglio per Natale sei tu – Mariah Carey –

Mamacita donde esta Babbo Natale –

(Tutti stanno aspettando) L’uomo con la borsa –

Natale (Baby, per favore, torna a casa) – Darlene Love –

Babbo Natale sta arrivando in città – Frank Sinatra –

Santa Baby – Eartha Kitt – Sleigh Ride – Ella Fitzgerald –

Feliz Navidad – Jose Feliciano –

Frosty the Snowman – The Ronettes –

Let it Snow – Frank Sinatra –

Good Morning Blues – Ella Fitzgerald –

Comincia a somigliare molto al Natale –

Quindi questo è Natale – Celine Dion –

Qualcosa di stupido – Robby Williams e Nicole Kidman –

Natale bianco – Dean Martin –

Rudolph la renna dal naso rosso –

Deck the Halls – Bing Crosby –

Little Drummer Boy – Boney M. –

Notte silenziosa – Mariah Carey –

Nina Simone – My Baby –

I miei due denti anteriori – Spike Jones

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Inverno

Inverno – Fotografia e montaggio Maria Rosa Mazzola

Musica: Antonio Vivaldi “Inverno” II Mov. da Le quattro stagioni Tromba Leonardo Maniscalco (Live 9 luglio 2000).

… passar al fuoco i dì quieti e contenti, mentre la pioggia fuor bagna ben cento; … (A. Vivaldi)


A. Vivaldi “Le quattro stagioni” Inverno II Mov.

Tromba: Leonardo Maniscalco

Organo: Filippo Manci

Basilica S.Maria in Campitelli Roma 9 Luglio 2000


 

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Autunno

Suggestive immagini autunnali di Georgia Pezou (Atene) e Maria Rosa Mazzola (Roma).

Musica di G. Mahler: Sinf. n.5 Adagietto.

Parco delle Madonie (Sicilia), Dolomiti, Monte Livata (Lazio), Olevano Romano (Monti Simbruini Lazio) Pistoia (Toscana) e altro…

Dedicato agli alunni e alla Prof.ssa A. M. Pansini della S.M.S. ex G.B.Piranesi di Roma (Italia) e agli alunni del 4o Gymnasio Peristeriou di Atene (Grecia).

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How Can I Go On – Freddie Mercury & Montserrat Caballé

(Live at La Nit, 1988)


Testo
When all the salt is taken from the sea
I stand dethroned, I’m naked and I bleed
But when your finger points so savagely
Is anybody there to believe in me
To hear my plea and take care of me?
How can I go on, from day to day
Who can make me strong in every way
Where can I be safe, where can I belong
In this great big world of sadness
How can I forget those beautiful dreams that we shared
They’re lost and they’re nowhere to be found
How can I go on?
Sometimes I seem to tremble in the dark, I cannot see
When people frighten me
I try to hide myself so far from the crowd
Is anybody there to comfort me
Lord, take care of me
How can I go on (how can I go on)
From day to day (from day to day)
Who can make me strong (who can make me strong)
In every way (in every way)
Where can f be safe (where can I be safe)
Where can I belong (where can I belong)
In this great big world of sadness
(In this great big world of sadness)
How can I forget (how can I forget)
Those beautiful dreams that we shared
(Those beautiful dreams that we shared)
They’re lost and they’re nowhere to be found
How can I go on?
How can I go on? How can I go on? Go on, go on, go on
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Nessun dorma – Freddie Mercury e Luciano Pavarotti

 

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Barcelona – Freddie Mercury & Montserrat Caballé

Freddie Mercury & Montserrat Caballé – Barcelona (Original David Mallet Video 1987 Remastered in 4K)


Testo “Barcelona”
Freddy Mercury – Montserrat Cabaillé

Barcelona, Barcelona!
Barcelona, Barcelona!
Viva!
I has this perfect dream
Un sueño me envolvió
This dream was me and you
Tal vez estás aquí
I want all the world to see
Un instinto me guiaba
A miracle sensation
My guide and inspiration
Now my dream is slowly coming true
The wind is a gentle breeze
El me habló de ti
The bells are ringing out
El canto vuela
They’re calling us together
Guiding us forever
Wish my dream would never go away
Barcelona!
It was the first time that we met
Barcelona!
How can I forget
The moment that you stepped in the room
You took my breath away
Barcelona!
La música vibró
Barcelona!
Yella nos unió
And if God is willing
We will meet again
Someday
Let the songs begin
Déjalo nacer
Let the music play
Ahhhhhhh…
Make the voices sing
Nace un gran amor
Start the celebration
Ven a mi
And cry!
Grita!
Come alive
Viva!
And shake the foundations from the skies
Shaking all our lives
Barcelona!
Such a beautiful horizon
Like a jewel in the sun
Por ti seré gaviota de tu bella mar
Barcelona!
Abre tus puertas al mundo
If God is willing
If God is willing
If God is willing
Friends to the end
Viva!
Barcelona!

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Barcellona – Città d’Europa

Barcellona 2019 – Video realizzato con FlexClip



 

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Prove tecniche di laboratorio

Case di campagna – Video realizzato con Kizoa


Ambient with Adora 

 


Praga – Video realizzato con FlexClip


Spiagge del mondo – Video realizzato con FlexClip


Fiori e foglie – Video realizzato con Kizoa


 

 

 

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Parigi – Città d’Europa

Parigi 2011 – Video realizzato con FlexClip


 

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L’Ottavino

Baby Elephant walk for Piccolo

 Rinnai Pops Orchestra

Barry McKimm: Concerto for Piccolo and Orchestra

Gudrun Hinze esegue il II movimento “Air”
Membri della Gewandhaus and Radio-Symphony-Orchestra di Lipsia diretta da  Roderick MacDonald

Flauto e Piccolo – Voce del mare / Kenta Kiritani- BEGIN

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Igor Stravinsky: Pulcinella

PULCINELLA (1920), Igor Stravinsky

Ouverture – Serenata (Mentre l’erbetta (t)) – Scherzino – Contento forse vivere (s) – Con queste paroline (b) – Sento dire no’ncé pace (stb) – Ncè sta quaccuna po (st) – Una falan zemprence (t) – Tarantella – Se tu m’ami (s) – Gavotta con due variazioni – Pupillette, fiammette d’amore (stb) – Finale

Marilyn Tyler (s) Carlo Franzini (t) Boris Carmeli (b)

L’Orchestre de la Suisse Romande Ernest Ansermet, cond. (1965)


Pulcinella è un balletto con canto, in un atto, scritto da Igor’ Fëdorovič Stravinskij tra il 1919 e il 1920 su musiche di Giovanni Battista Pergolesi; il titolo originale è «Ballet avec chant» Pulchinella (Musique d’après Pergolesi). È la prima importante opera del periodo neoclassico dell’autore.

Fonte: Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Pulcinella_(balletto)

Maurice Sand, Pulcinella
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Buon anno scolastico a tutti!!!

 

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Buone vacanze!!

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La Kalimba

April Yang

 Canone in RE magg. di Johann Pachelbel


Somewhere over the rainbow


La kalimba (o sanza, likembe, marimba, piano da pollice, ecc.) è un antichissimo strumento a percussion eafricano, formato da un numero variabile di lamelle di legno (generalmente ricavate dalla canna di bambù e di giunco) o di metallo, applicate ad una scatola o una zucca che fungono da cassa di risonanza.

La cassa può avere due fori posteriori o a volte un grande foro davanti, per l’effetto wah wah.

La kalimba ha dalle 5 alle 30 lamelle. Il suono è prodotto premendo e rilasciando la punta delle lamelle con la punta delle dita o meglio ancora delle unghie.

Esistono anche kalimba elettriche, ovvero con pick-up e/o regolatori di frequenze, alle quali si possono addizionare i classici pedali che vengono utilizzati per la chitarra ed il basso elettrico.

In organologia è classificata tra i lamellofoni (o idiofoni a pizzico).

Viene solitamente impiegata come strumento d’accompagnamento, fornendo la base ritmica ed armonica al brano, e/o per produrre melodie.


 

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Percussioni in gioco di Larry Salzman

Sounds of MEINL Percussion by Larry Salzman

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La sera dei miracoli – Lucio Dalla

La sera dei miracoli

È la sera dei miracoli fai attenzione
Qualcuno nei vicoli di Roma
Con la bocca fa a pezzi una canzone
È la sera dei cani che parlano tra di loro
Della luna che sta per cadere
E la gente corre nelle piazze per andare a vedere

Questa sera così dolce che si potrebbe bere
Da passare in centomila in uno stadio
Una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
Anzi la manda in onda
Tanto nera da sporcare le lenzuola
È l’ora dei miracoli che mi confonde
Mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde

Si muove la città
Con le piazze e i giardini e la gente nei bar
Galleggia e se ne va
Anche senza corrente camminerà
Ma questa sera vola
Le sue vele sulle case sono mille lenzuola

Ci sono anche i delinquenti
Non bisogna avere paura ma stare un poco attenti
A due a due gli innamorati
Sciolgono le vele come i pirati

E in mezzo a questo mare
Cercherò di scoprire quale stella sei
Perché mi perderei
Se dovessi capire che stanotte non ci sei

È la notte dei miracoli fai attenzione
Qualcuno nei vicoli di Roma
Ha scritto una canzone
Lontano una luce diventa sempre più grande
Nella notte che sta per finire
E la nave che fa ritorno
Per portarci a dormire

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Sardegna – No photo reposare

Tazenda – Andrea Parodi – No Potho Reposare – Original


Non potho reposare amore ‘e coro
Pensende a tie so donzi momentu
No istes in tristura, prenda ‘e oro
Ne in dispiachere o pensamentu
T’assicuro ch’ a tie solu bramo
Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo

Si m’essere possibile d’anghelu
S’ispiritu invisibile piccabo
Sas formas e furabo dae chelu
Su sole e sos isteddos e formabo
Unu mundu bellissimu pro tene
Pro poder dispensare cada bene
Unu mundu bellissimu pro tene
Pro poder dispensare cada bene

No potho viver no chena amargura
Luntanu dae tene amadu coro
A nudda balet sa bella natura
Si no est accurtzu su meu tesoro

T’assicuro ch’a tie solu bramo
Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo
T’assicuro ch’a tie solu bramo
Ca t’amo forte t’amo, t’amo, t’amo.


Andrea Parodi – Non Potho Reposare – Ultimo Concerto


Paolo Fresu – No Potho Reposare


A Diosa (più conosciuta come No potho reposare) è una canzone scritta nel 1920 dal compositore Giuseppe Rachel col tempo di valzer inglese, sulle parole della omonima poesia, scritta nel 1915, dell’avvocato sarulese Salvatore Sini.

Questo brano è un canto d’autore di ispirazione folklorica e da tempo è entrato a far parte della cultura e della tradizione popolare sarda.


Maria Carta – Andrea Parodi – No Potho Reposare – Live 1993


Andrea Parodi (Porto Torres, 18 luglio 1955 – Quartu Sant’Elena, 17 ottobre 2006) è stato un cantautore e produttore discografico italiano.


Maria Carta (Siligo, 24 giugno 1934 – Roma, 22 settembre 1994) è stata una cantautrice e attrice italiana. Durante la sua carriera di cantante ha ripercorso i molteplici aspetti della musica tradizionale sarda, in particolare del cantu a chiterra, del repertorio popolare dei gosos, delle ninne nanne e del canto tradizionale religioso (canti gregoriani). Ha saputo aggiornare la tradizione con arrangiamenti moderni e personali.


Stabat Mater di Maria Carta (Andrea Parodi e Elena Ledda)


Stabat Mater

Nàdelu Segnora mia
sezis cussa lastimada
chi giaman Maria?
Mama proite cuades
sa cara bianca che nie
nàdenos, pro chie?
Sa Segnora nostra at prantu
tota sa notte a sucutu,
mannu est su corrutu.
Su sambene s’est asciutu
in sas venas de una rosa.
Mama dolorosa.
Amen.
Sas ispinas disatentas
affligidu an sas intragnas
de su Fizu ’e Deus.
Ahi, isculta Fizu meu
salvalu s’homine reu,
perdonalu, colpidu.
Amen.
Mamas chi fizos penades
mirade cantu dolore
mortu est su Segn
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Francisco Tárrega e la chitarra

Francisco Tárrega – Gran Jota


Francisco Tárrega: Tango Maria


Francisco Tárrega – Gran Vals


Memories of Alhambra – Francisco Tárrega


Francisco Tárrega è stato un compositore e chitarrista spagnolo, considerato uno dei principali artefici della diffusione e dello sviluppo dell’uso della chitarra classica moderna.

Si suppone che la postura con la chitarra poggiata sulla gamba sinistra rialzata dallo sgabello sia diventato uno standard per i chitarristi classici a partire da lui.

Suonava la chitarra senza utilizzare le unghie, attaccando la corda direttamente con il polpastrello. Si è supposto che la sua predilezione per il tocco appoggiato (in gergo “carota”, segnato in pentagramma con il marcato) derivasse da una modifica strutturale dello strumento, il rialzo della tastiera rispetto al piano armonico (Radole); in ogni caso si tratta di una delle innovazioni tecniche di Tárrega, insieme alla liberazione del mignolo dall’appoggio sulla cassa.


Francisco de Asís Tárrega y Eixea

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Asturias di Isaac Albéniz

Asturias – Andrés Segovia


Caratteri dell’opera di Albéniz

Erede del virtuosismo lisztiano, conoscitore delle nuove tendenze musicali francesi (aveva studiato e vissuto a Parigi), Albéniz realizza, con de Falla, Turina e Granados (ciascuno a suo modo, sulla scia di Pedrell) la definitiva emancipazione della scuola spagnola dai modelli stranieri. Celebre è la sua produzione per pianoforte, con la Suite española op. 47, EspañaRecuerdos de viaje e Iberia.

Famosissimo in tutto il mondo è il quinto brano della Suite españolaAsturias (Leyenda), anche e soprattutto nella trascrizione per chitarra di Andrés Segovia. Molti altri brani di Albéniz si prestarono alla trascrizione per questo strumento.


ISAAC ALBÉNIZ- ASTURIAS Luis Fernando Pérez, piano


Sharon Isbin – Asturias


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Laurie Anderson

Laurie Anderson – O Superman [Official Music Video]

Cantante, performer e autrice di suggestivi show multimediali, Laurie Anderson ha imposto una figura di artista a tutto tondo con pochi pari, che ridefinisce del tutto il ruolo femminile nell’ambito musicale. Oltre ai dischi, la sua carriera è stata caratterizzata da una infinità di progetti comprendenti spoken poetry, performance, installazioni, collaborazioni a balletti, opere teatrali ..

Laurie Anderson

Troppo spesso si è abusato dell’espressione “artista multimediale”, ma se c’è qualcuno che può fregiarsi realmente di questo titolo è proprio Laura Phillips (Laurie) Anderson. Nel corso della sua carriera ha svolto innumerevoli ruoli: artista visiva, compositrice, poeta, fotografa, regista, ventriloqua, maga dell’elettronica, corista, strumentista. Ed è sempre riuscita a coniugare la sperimentazione sull’elettronica con un linguaggio accessibile al grande pubblico.
Nella sua figura si uniscono due filoni di tangenza tra arte e musica. Da un lato c’è l’influenza della performance art(dall’antesignano John Cage fino al gruppo Fluxus), con la commistione tra il corpo dell’artista, protagonista dell’azione che costituisce l’opera, e il medium tecnologico rappresentato dal video, che ne preserva la memoria. Dall’altra c’è l’avanguardia elettronica che, con Varèse e Stockhausen, è entrata a far parte anche dei libri d’arte contemporanea. Si aggiunga una propensione tutta newyorkese per la poesia urbana, che la porterà a collaborare con figure come William Borroughs e Robert Wilson e sarà anche parte del rapporto artistico e sentimentale con Lou Reed.
Ciò che distingue Anderson da tanti musicisti prestati all’arte è il fatto che per lei i due aspetti sono inscindibili e vivono uno in virtù dell’altro.

Formatasi in una delle tante scuole d’avanguardia newyorkese degli anni 70, Laurie Anderson inizia la sua carriera di artista “globale” con performance bizzarre, che rielaborano in modo originale le forme della musica minimale. Nascono così progetti audaci come “Automotive” (concerto per automobili del 1972), “Duets on Ice” (messo in scena a New York nel 1974), “Songs and Stories for the Insomniac” (presentato all’Artist Space di New York e al Museum of Contemporary Art di Chicago nel 1975) e “The Hand Phone Table” (installazione sonora e visiva, realizzata presso il Projects Gallery di New York nel 1978).

In quegli anni, Anderson avvicina alcuni musicisti d’avanguardia che si riveleranno poi decisivi per la sua maturazione artistica, da Philip Glass a Brian Eno, da John Cage al marito Lou Reed. Ma se la musica resta il suo punto di partenza, le sue frontiere sono sempre aperte. Così l’artista newyorkese riesce perfino a fare da spalla al comico Andy Kaufman in diversi “Comedy club” a Coney Island.

La sua prima opera importante in ambito musicale arriva nel 1980, con United States. Vero caposaldo dell’arte performativa contemporanea, si tratta di un progetto monumentale (quasi cinque ore di musica) in cui la Anderson si sbizzarrisce allestendo un’ideale opera teatrale d’avanguardia che pesca dal genio di John Cage e di Meredith Monk (si ascolti “Walk The Dog”) arricchendo però la forma con una più spiccata coscienza politica, filtrata in sketch ora pungenti, ora umoristici ora desolanti. Quella di Laurie Anderson è una visione quasi huxleyana della realtà occidentale, fatta di robot antropomorfizzati e uomini-automi, alienazione e inquietudine latenti. In poche parole, l’arte di Laurie Anderson ha già trovato la sua espressione più matura e compiuta.

Ma è nei due anni successivi, con il singolo “O Superman” e con l’album Big Science che Laurie Anderson si impone alla ribalta internazionale conquistando critica e pubblico. Merito del suo linguaggio universale, fatto di trovate spettacolari, come l’uso in scena di un violino digitale, e di una ricerca incessante sulla vocalità. La sua voce, infatti, si trasforma costantemente: filtrata dal vocoder, nascosta da mille effetti, inquietante, oppure semplice ed angelica, è il suo strumento musicale per eccellenza. Saggio supremo di quest’arte è “O Superman”, il brano della consacrazione internazionale: il robotico loop vocale (Ah – Ah – Ah – Ah), corrispondente a due accordi, che sorregge l’intero pezzo costituendone insieme l’ossessione e il principale “gancio”melodico. L’uso inquietante della tecnologia fatto nelle performance, per esempio con l’utilizzo di voci di segreterie telefoniche (“Hi I’m not home right now…”), si ripercuote anche nell’uso straniante del filtro Vocoder sulla voce e in generale sul freddo recitativo che costituisce in buona parte il “cantato” della Anderson. Insieme sinistro e giocoso, freddo ed evocativo, il brano costituisce il modello per tutto il resto del disco, svelandone il lato ludico e ironico, sia quello inquietante, con un Paese visto come grande madre, insieme protettiva e soffocante, imperativa.
In modo simile, l’iniziale “From The Air” dimostra uno spiccato piglio rock pop col suo incastro di batteria e sax, ma provvede anche a una raggelante introduzione quando il recitativo diabolico della Anderson è sottolineato dal fatalismo dei synth. Il brano che dà titolo al disco è invece il più solenne ed elettronico, sorretto da synth e rade percussioni, con la voce che si fa salmodia medievaleggiante. Se “Sweaters”è uno scherzo di stranianti cornamuse, “Walking & Falling” rappresenta l’esempio di come la Anderson possa costruire una tensione drammatica soltanto con pochi suoni uniti al suo recitativo.
La marimba che introduce “Born, Never Asked” ricorda invece gli album coevi di quel Peter Gabriel col quale Anderson collaborerà in seguito (in “This Is The Picture (Excellent Birds)”, su “So”). Seguono poi i vocalizzi demenziali di una “Example # 22”, caratterizzata dalla strumentazione più ricca e bizzarra del disco (violino, flauto, sax tenore e baritono, clarinetti, accordion). Ugualmente giocosa “Let x =x”, che introduce una nuova dissertazione sullo sfondo di solenni tastiere, marimba e hand clap, per poi deragliare nel caos con un trombone impazzito. L’ultimo brano “It Tango” continua il precedente costituendo una traccia sola con esso e ripropone lo schema del dialogo tra due personaggi (tutti rappresentati dall’artista, autodefinitasi una “indossatrice di voci”), che però sprofonda nel nonsense, fino all’incomunicabilità dell’enigma finale.

Big Science è il primo di sette album registrati per la Warner Bros, fra i quali Mister Heartbreak (forse il suo disco più “pop”), United States LiveStrange Angels e Home Of The Brave, colonna sonora del film omonimo, forte di un brano irresistibilmente “contagioso” come “Language Is A Virus”.

Ma Laurie Anderson è soprattutto una performer nata. Nel 1986, presenta la sua performance “Natural History”, da cui trarrà cinque anni dopo il libro “Empty Places”. Seguono altri progetti, come “Stories from the Nerve Bible” (1993), “Bill and Laurie” e “About Five Rounds” (1996).

Nel 1995, la cantautrice di New York intraprende il lungo tour mondiale “The Nerve Bible”, la sua prima grande performancemultimediale in cinque anni. Contemporaneamente, esce l’album Bright Red, coprodotto con Brian Eno, e il suo primo cd-rom, Puppet Motel. “Quando feci il mio primo cd-rom – racconta – cominciai a pensare: ‘Qui c’è un mezzo che comprende immagini, suono e elettronica, e li posso mescolare’. E’ un tipo di realizzazione di arte digitale che corrisponde al modo di funzionare della mia mente, perché fa interagire tra di loro le cose. E’ un mezzo circolare, e consiste in punti che si toccano lungo la via. Mi è sempre piaciuto il viaggio. E se è abbastanza interessante, non mi pongo limiti”.

Negli anni, Laurie Anderson realizza anche diversi video e film, e compone colonne sonore per film di Wim Wenders e Jonathan Demme, per balletti di Trisha Brown, Molissa Fenley e altri. Scrive, inoltre, brani per la National Public Radio, la Bbc e l’Esposizione di Siviglia, nonché diversi pezzi da orchestra. Ma la sua carriera si può leggere anche come un percorso a ritroso: dall’uso della tecnologia alla riscoperta degli strumenti “tradizionali”. E i testi scritti, come ad esempio il “Moby Dick” di Melville, nella sua concezione artistica possono diventare lo spunto per altre esplorazioni, per spettacoli multimediali come “Songs From Moby Dick”, in cui l’artista newyorkese si è rivelata anche come pittrice.

Nel 2001 esce quindi Life On A String, inizialmente concepito come side-project da studio per il progetto teatrale “Songs and Stories of Moby Dick”. “Sono veramente innamorata di Melville – ha raccontato la compositrice americana – ma quando lo spettacolo è finito non ne potevo più di quei vecchi marinai maleodoranti. Volevo tornare nel mio secolo e fare un disco che fosse l’esposizione delle mie esperienze e della mia vita”. Ed è così che nascono le dodici tracce di questo album, con la coproduzione di Hal Willner, già al fianco di Marianne Faithfull e Lou Reed. Attorno a lui, una nutrita pattuglia di collaboratori: dalla chitarra di Bill Frisell (“Washington Street”) all’orchestrazione di Van Dyke Parks (“Dark Angel”), passando attraverso le percussioni di Vinicius Cantuaria (“Life On A String”) e il drumming di Joey Baron (“Slip Away”).

Sono in particolare le percussioni al centro delle più recenti ricerche di Laurie Anderson: “In questo momento, sento forte il bisogno di fisicità nella musica – ha spiegato -. Di suonare qualcosa che non si limiti al ‘digitare’. Basta il suono delle mani sul legno, a volte. Parallelamente sto perfezionando uno strumento particolare, il talking stick, una sorta di turntable che riesce a modulare la voce secondo linee melodiche che si possono ascoltare solo da un preciso punto. E’ come un percorso obbligato: spostandosi, infatti, si perde la frequenza della melodia, e si riescono a sentire solo rumori”.

Passano nove anni di silenzio discografico, finché 2010 è la volta di Homeland, che segna dopo svariati anni il ritorno alla forma-canzone.
L’occhio di Laurie Anderson focalizza nuovamente sul marciume socio-politico dell’Occidente, sposando questa volta gli attacchi contro il sistema finanziario e culturale promosso dalla sua tanto amata e detestata America con canzoni urgenti e immediate, che non dimenticano però le radici arty della loro forgiatrice. Sono prevalentemente ballate minimaliste per voce e violino, venate di inquietudine e malinconia con la “folla solitaria” di Manhattan a sfilare sullo sfondo. Dalla splendida apertura di “Transitory Life” alla mesta “Strange Perfume” (con un cameo di Antony Hegarty), dall’antemica marcia techno di “Only An Expert” (amara invettiva contro bancheri e speculatori) alla ballad elettronica “Bodies In Motion”, fino ad intravedere finalmente la luce nelle astrazioni bucoliche dei tre pezzi finali, ideale uscita d’emergenza dall’incubo americano.

Nel 2012 Anderson ha subìto ingenti danni a causa dell’uragano Sandy, abbattutosi sulla costa orientale americana e diverse isole adiacenti. Un fenomeno violento e inaspettato ha fatto irruzione nella sua abitazione nel West Village newyorkese e, di conseguenza, nel suo processo compositivo, diventando il tema centrale di un ciclo di brani già in lavorazione assieme al Kronos Quartet, ultimato due anni dopo.
L’uscita di Landfall a marchio Nonesuch avviene contestualmente alla pubblicazione di un’autobiografia in arte dal titolo “All The Things I Lost In The Flood”: una raccolta di saggi intorno alla longeva carriera di Anderson che tuttavia finiscono per rimarcare, a mo’ di memento, la natura essenzialmente effimera che accomuna la vita e l’arte. Ma ciò che la madrina della sperimentazione statunitense ha perduto in quella tragica circostanza non offusca il sentimento di gratitudine e la passione che continuano ad animare la sua ispirazione, tali da trasfigurare gli accadimenti più dolorosi in opere complesse e sfaccettate.
Questa sorprendente forza d’animo non manca di rivelarsi anche in Landfall, che se nei suoi trenta movimenti alterna perlopiù mood grigi e lamentosi, tuttavia esprime la risolutezza che solo una ferita già rimarginata e messa in prospettiva può garantire. Una partitura pienamente conchiusa e che evolve a ritmo sostenuto, seppur essenzialmente basata su un impianto narrativo emozionale: terreno fertile per il quartetto d’archi più famoso al mondo, a motivo anche della trasversalità degli autori e dei generi affrontati nel corso di quarantacinque anni. Con quest’opera Laurie Anderson si lascia alle spalle ogni amarezza: il lutto fa spazio a una serena accettazione di tutto ciò che per natura deve inverarsi e fare il suo corso. Un fatalismo che finisce col somigliare a un atto di fede.

Una delle ultime performance dell’artista è forse anche la più singolare: indossare la divisa di cassiera e servire i clienti di un McDonald’s newyorkese, “per vivere dentro la globalizzazione e provare cosa significa far parte di questo processo massificato”. E sul rapporto tra musicisti e macchine, offre un’inquietante teoria: “Noi musicisti che abbiamo sviluppato le possibilità dei progressi tecnologici, in qualche modo, siamo cyborg. A volte, quando si lavora con le macchine, ci si identifica a tal punto che si comincia a parlare con loro. Se si pensa a David Bowie, il modo in cui parla è come una macchina. Lo stesso con David Byrne“.
Nel 2003 è diventata la prima artista ufficiale della Nasa.

L’irruzione di Laurie Anderson nel contesto rock ha spazzato via i facili velleitarismi dei “dandy elettronici” degli anni Ottanta e imposto una figura di artista a tutto tondo con pochi pari, che ridefinisce del tutto il ruolo femminile nell’ambito musicale. Non a caso, a confrontarsi con lei sono stati i più grossi nomi dell’intellighenzia rock, soprattutto Brian Eno, sicuramente la figura a lei più affine, col quale ha realizzato “Bright Red” nel 1994.
A parte i dischi la sua carriera è stata caratterizzata da un’infinità di progetti comprendenti spoken poetryperformance, installazioni, collaborazioni a balletti, opere teatrali e musiche per film, mentre il periodo delle sue prime opere, fino a “United States” è stato raccontato nel volume “Stories from the Nerve Bible. A Twenty- year retrospective”.
Eclettica, curiosa, intraprendente, Laurie Anderson non smetterà mai di ricercare forme espressive nuove perché, come recitava in una canzone di quasi vent’anni fa, “il linguaggio è un virus proveniente dallo spazio profondo”.

Contributi di Roberto Rizzo (“United States” e “Homeland”) e Michele Palozzo (“Landfall”).
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Esercizi di… collegamenti interdisciplinari per il colloquio orale gli esami di Stato


È tempo di prepararsi per l’esame di Stato a conclusione del primo ciclo d’istruzione!

Tanti sono i percorsi interdisciplinari in preparazione al colloquio orale dell’esame di Stato. Tanti percorsi e molto fantasiosi!

– Professoressa, Cani e musica!

– Eh? Che dici? Musica da cani?

– No!… Cani e musica!

– Ah!

La fantasia e la creatività galoppano… Il problema va risolto e allora si va a caccia di soluzioni… I compagni aiutano, specialmente quelli che “credono” di avere risolto il loro problema!

Per il mio alunno Nicolò R. della classe 3B 2018-19 ecco un suggerimento!… 15 compositori e i loro cani! Buon lavoro, Nicolò!


  1. Beethoven & Gigons

Chi non conosce Ludwig van Beethoven famosissimo compositore e pianista tedesco? Però quello che tutti non sanno è che ebbe una delusione amorosa, come capita a tutte le persone, geni della musica e non.

Si dice che Beethoven abbia scritto la famosa bagatella Für Elise (Per Elisa) per una sua allieva, Therese Malfatti, ma che fu trascritta in maniera errata da un copista, vista la grafia disordinata, e che quindi in realtà Per Elisa fosse Per Teresa (Für Therese).

Quindi si presume che Beethoven fosse innamorato di Therese e che si sia addirittura proposto a lei nel 1810, anno in cui è stata appunto scritta la bagatella, purtroppo però sembra lei abbia respinto le sue avances. Forse per via del famoso temperamento del compositore o molto probabilmente per via della differenza d’età che è di oltre cioè più di venti anni.

Per Beethoven fu una vera consolazione avere l’amicizia del cane dei Malfatti di nome Gigons.

Infatti dopo che la proposta di matrimonio non andò a buon fine, Beethoven scrisse a un amico: “Ti sbagli se pensi che Gigons venga solo da te. No, anche io ho avuto la buona sorte di aver ricevuto la sua compagnia. Ha cenato al mio fianco e poi mi ha accompagnato a casa. In breve, mi ha fornito dell’ottimo intrattenimento”.


  1. Chopin & Marquis

Fryderyk Chopin, compositore e pianista di origini polacche poi naturalizzato francese, fu un po’ più fortunato in amore rispetto al sopracitato compositore.

Infatti per diversi anni ebbe una relazione con la romanziera francese George Sand, lei aveva un piccolo cane di nome Marquis.

Chopin e Marquis andavano molto d’accordo, in una lettera alla Sand il compositore scrisse: “Per favore ringrazia Marquis per la sua mancanza e per il suo fiutare alla mia porta”.

Il Minute Waltz (Valzer del minuto o Valzer op. 64 n. 1) era conosciuto in origine come Valse du Petit Chien (Valzer del cagnolino), e la sua musica vivace e giocosa sembra sia stata ispirata proprio dal fatto che vedeva il cagnolino Marquis inseguire la propria coda.


  1. Wagner & Leo

Wilhelm Richard Wagner, amava molto gli animali in particolar modo i cani, tanto da dichiararsi pubblicamente contrario alla vivisezione e sostenere i diritti degli animali.

Però ebbe una serie di distrazioni che gli fecero ritardare il compimento dell’opera Die Meistersinger von Nürnberg (I maestri cantori di Norimberga). Nel 1862 il suo editore attendeva che l’opera venisse completata e consegnata, Wagner ci stava lavorando in maniera frenetica, in una casa in affitto vicino Mainz.

Si dice che il padrone di casa avesse un Bulldog che si chiamava Leo, lo teneva legato fuori casa nella parte anteriore, e non smetteva di lamentarsi e piagnucolare. Così Wagner ebbe pietà di lui e decise di liberare Leo.

Chiamò un servo per farsi aiutare a liberarlo dalle catene, il compositore tenne la testa del cane e questo (forse spaventato) lo morse alla mano destra provocandogli un infezione.

Questo infortunio imprevisto, fece sì che Wagner non poté scrivere per diversi mesi, il che fu anche una fortuna nella sfortuna per lui, visto che gli diede modo di giustificarsi per il ritardo.

A Wagner ci vollero però altri anni per completare il lavoro…

Wagner & Pohl

Anche dopo questa brutta esperienza con Leo, Wagner rimase comunque sempre un grande amante dei cani, infatti ebbe diversi cani nel corso degli anni: un King Charles Spaniel di nome Peps, un Labrador di nome Pohl e un Terranova di nome Russ.

Nel 1866 Minna Wagner, la sua prima moglie, morì e lui mancò al funerale. Lei aveva vissuto a Dresda mentre Wagner in Svizzera con Cosima, che poi divenne la sua seconda moglie. La giustificazione per la mancata presenza al funerale fu che aveva un “dito infiammato”.

A distanza di poco tempo il Labrador Pohl morì, e anche in quel caso Wagner non fu presente, così un servo lo seppellì frettolosamente nel cortile sul retro. Quando Wagner lo venne a sapere si indignò non poco per come era stato trattato il suo cane.

Così andò a scavare il cane, gli mise un collare al collo e lo adagiò in una bara di legno per poi sotterrarlo in vera e propria tomba.

È stato ipotizzato da alcuni biografi che quel rituale che il compositore eseguì, era stato fatto perché contrito, si sentiva in colpa per essere mancato al funerale di Minna.


  1. Sullivan & Tommy

Sir Arthur Seymour Sullivan compositore inglese, aveva un agente di cambio Edward Hall che nel 1882 gli presentò un istanza di fallimento, doveva al compositore £ 7,000.

Fecero però un accordo al quanto insolito, Sullivan accettò il cane di Hall, Tommy, in sostituzione al rimborso.

Tommy morì ben otto anni dopo questi fatti, e Sullivan gli si era così tanto affezionato che lo fece impagliare e poi metterlo in una teca di vetro dietro casa sua.


  1. Busoni & Lesko

Dante Michelangelo Benvenuto Ferruccio Busoni, conosciuto solo come Ferruccio Busoni, fu un compositore e pianista italiano.

Nel 1886 aveva bisogni di fare una vacanza, ma essendo uno studenti di musica squattrinato, era fuori questione avere dei soldi per viaggiare all’estero.

Nel mese di agosto però, i suoi compagni di studio non riuscirono più a contattarlo, così pensarono che alla fine era riuscito a partire per la vacanza.

Poi uno di questi compagni, Ferdinand Pfohl vide un uomo mal vestito, povero, e pensò fosse un fabbro, questo camminava per strada al fianco di Lesko, il Terranova di Busoni, molto intelligente e particolare.

Pfohl pensò quindi che il cane fosse stato rubato, decise quindi di affrontare l’uomo, così scopri che in realtà questo era lo stesso Busoni che aveva deciso di prendersi una vacanza primaverile, e curiosamente scelto di vestire i panni di un operaio, in modo tale da evitare la sua solita cerchia sociale.

Le cose però poi gli sfuggirono di mano, infatti un altro dei conoscenti del compositore italiano, lo vide sempre travestito affrontare una riunione di veri operai sulle teorie di Marx, e ricevere una risposta entusiasta.

Però, fortunatamente per Lasko, non è mai stato coinvolto nella vacanza attivista del suo padrone.


  1. Smyth & Marco

Dame Ethel Mary Smyth compositrice britannica, conosciuta con il nome Ethel Smyth fu anche la leader del movimento femminista delle suffragette.

E scoprì suo malgrado che le prove musicali e i cani non sono poi così compatibili.

La Smyth trascorse la fine del 1880 a Lipsia studiando musica, con lei viveva Marco, un indisciplinato meticcio di San Bernardo, che nel 1887 era presente ad una prova del Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 di Brahms, dove era presente anche il compositore.

Tutto stava procedendo bene, fino a quando Marco, entrò improvvisamente nella stanza saltellando e facendo cadere il leggio del violoncellista.

Fu un momento molto imbarazzante per la Smyth, però la fortuna era dalla sua parte, infatti Brahms adorava i cani, e fu molto felice di vedere Marco.


  1. Hahn & Zadig

Reynaldo Hahn compositore, pianista e direttore d’orchestra, venezuelano ma naturalizzato francese.

Al compositore, gli fu regalato un cane da colui che si dice fosse il suo amante, lo scrittore Marcel Proust. Hahn chiamò ilcane Zadig, come il protagonista del racconto filosofico di Voltaire, Zadig o il destino. Storia orientale.

Nonostante non fosse un tipo geloso, Proust, scrisse delle lunghe lettere a Zadig, spiegando che sarebbe stato molto più felice potendo essere lui stesso un cane.


  1. Elgar & Marco e Mina

Il compositore inglese Sir Edward William, Elgar amava i cani ma sua moglie Alice non poteva vivere con loro.

Prima di incontrare la sua futura moglie, Elgar aveva un cane di nome Marco, uno spaniel, però durante i suoi trenta anni di matrimonio non possedette cani.

Anche se Elgar, durante le passeggiate con l’amico organista della Cattedrale di Hereford George Robertson Sinclair, approfittava sempre della compagnia del cane di razza Bulldog di quest’ultimo, Dan.

A queste passeggiate dedicò una delle Variazioni Enigma (Enigma Variations), Variazione 11 – G.R.S. (Allegro molto), infatti la variazione descrive proprio una delle loro passeggiate lungo il fiume.

Dopo che la moglie Alice morì nel 1920, Elgar prese con se due cani: uno spaniel che chiamò di nuovo Marco e un Cairn Terrier di nome Mina. L’allora innovativa tecnologia di comunicazione, permise a Elgar di mantenere i contatti con i suoi amati cani anche se era in viaggio di lavoro a Londra.

Nel suo settantesimo compleanno, Elger fece un concerto trasmesso in diretta, che si concluse con un breve discorso su onde radio.

Durante questo discorso diede la buonanotte a Mina, che fu molto felice ed eccitata nel sentire la voce del suo padrone alla radio.

In un’altra occasione, Elgar stava cenando al Brooks’s Club a Pall Mall, e venne chiamato per una telefonata urgente dal cameriere. Una volta raggiunto il telefono, gli altri commensali sentirono un forte abbaiare dall’altra parte del telefono e Elgar disse “Non mordere i cuscini”.


  1. Šostakovič & Tomka

Dmitrij Šostakovič compositore e pianista sovietico, nel mese di aprile del 1947, ebbe la visita a casa sua di un giornalista del Moscow News, per fare un’intervista sulla vita familiare del compositore.

Lui e Šostakovič erano seduti nel salotto e riuscivano a sentire che nella stanza accanto, la moglie del compositore e i suoi figli che facevano i bagagli.

E poi un grande cane che gironzolava abbaiando e lamentandosi.

Šostakovič allora spiegò che Tomka, il cane, era sconvolto perché i bambini se ne stavano andando via nella casa di riposo, e poi aggiungento in tono più serio disse che secondo una sua teoria, i cani hanno vite così brevi perché prendono tutto tanto a cuore.


  1. Moondog & Lindy

Louis Thomas Hardin, compositore statunitense cieco, da piccolo aveva un cane di nome Lindy, e disse che aveva che insieme a quest’ultimo usava ululare alla luna più di qualsiasi altro cane lui avesse conosciuto.

Sarà stato anche un comportamento inusuale, ma non così tanto visto il personaggio e le abitudini che poi Hardin prese.

Come quella di andare in giro per New York 54th Street, vestito come un vichingo e componendo musica con lo pseudonimo di Moondog, proprio in onore del suo cane.


  1. Henze & James

Hans Werner Henze, amava tutto ciò che era inglese.

Nel 1990 aveva un cane a cui diede il nome James.

Il compositore, anche se era tedesco e viveva in Italia con il suo cane, si rivolgeva a James parlando sempre in inglese.


  1. Crumb & Yoda

George Crumb, compositore statunitense, aveva un molto affetto per i propri animali domestici, e lo dimostrava anche attraverso la musica.

In una musica strumentale solistica e cameristica, Mundus Canis del 1998 (per chitarra e percussioni), il compositore fa una serie di ritratti musicali di tutti i cani che la sua famiglia ha avuto.

Nell’ultimo movimento, incontriamo ilcane Yoda, “un cane soffice bianco di discendenza mista e temperamento mercuriale”.

La musica ad un certo punto si ferma e un musicista sul palco punta lo strumento (guiro) verso il pubblico dicendo con voce severa “Bad dog” cioè “Cane cattivo”. Sulla copertina di Bad Dog appare giustamente Yoda.


  1. Adams & Eloise

John Adams, compositore statunitense, ha sua moglie che partecipa alle mostre di cani con i suoi Pointers, e lui vi prende parte.

Adams scrisse che conduceva il loro cane Eloise agli show dove considerava di incoraggiare sua moglie, dicendo di essere grato di condurre Eloise perché era molto spaventato da fatto che lei potesse fare i bisogni di fronte a centinaia di intenditori di cani.


  1. Laurie Anderson & Lollabell

Ed infine non possiamo non nominare la sperimentazione della compositrice statunitense, Laurie Anderson.

Il 5 giugno del 2010, lei insieme a suo marito la leggenda del rock Lou Reed, misero in scena un concerto sui gradini della Sydney Opera House, proprio in esclusiva per i cani, il “Music For Dogs”.

Seguendo la linea dei gusti del loro particolare pubblico, la musica è stata eseguita ad altissimo campo, anche se giustamente i compositori stessi hanno avuto difficoltà a sentirla, sono stati in grado di suonare grazie all’esperienza fatta con Lollabelle, il Rat Terrier della Anderson.


Fonte:  https://www.cani.it/magazine/15-compositori-e-i-loro-cani/n612.html
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La Chitarra classica di Pablo Sáinz Villegas

Recuerdos de la Alhambra – Tarrega. Pablo Sáinz Villegas – LIVE at Kimmel Center, Philadelphia Novembre 2013.


Gran Jota de Concierto – Tárrega. Pablo Sáinz Villegas – LIVE

Radio and Television Orchestra of Spain Conductor: Carlos Kalmar Teatro Monumental Madrid 24/04/2015


Pablo Villegas, Spanish Guitar

Radio and Television Orchestra of Spain Conductor: Carlos Kalmar Teatro Monumental Madrid 24/04/2015


Pablo Villegas – Estratti dalla performance Live di Americano al Joe’s Pub il 12 agosto 2017 a New York City.


Pablo Sáinz Villegas (nato il 16 giugno 1977) è un chitarrista classico spagnolo. È nato a Logroño nella provincia di La Rioja e ha iniziato i suoi studi musicali in Spagna prima di iniziare la sua carriera internazionale. Ha vinto il Premio Ojo Crítico 2008 per la musica classica. Nel 2018, ha inciso per l’etichetta Sony Classical. La sua prima registrazione per la Casa discografica Sony è stata una raccolta di canzoni iberiche e latinoamericane -Volver- con Plácido Domingo. Villegas risiede a New York dal 2001.

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Dicono di noi… Le città invisibili!

OUMUPO

Progetto Le città invisibili  2014-15

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Atahualpa Yupanqui…il poeta argentino!

Atahualpa Yupanqui, pseudonimo di Héctor Roberto Chavero Aramburo (Pergamino, 31 gennaio 1908/Nîmes, 23 maggio 1992), è stato un cantautore,chitarrista e scrittore argentino.

È considerato il più importante rappresentante della musica folclorica argentina. Le sue composizioni sono state interpretate da importanti cantanti e musicisti, quali, tra gli altri, Mercedes SosaLos ChalchalerosHoracio GuaranyJorge CafruneAlfredo ZitarrosaJosé LarraldeVíctor JaraÁngel ParraChavela VargasMarie Laforêt e gli Inti Illimani, e continuano a far parte del repertorio di innumerevoli artisti, tanto in Argentina come in altre parti del mondo.

Atahualpa Yupanqui – Preguntitas sobre Dios

Atahualpa nacque nella provincia di Buenos Aires, precisamente nella zona conosciuta come Campo de la Cruz, e fu iscritto a Pergamino, città da lì distante 30 km (224 a nordest di Buenos Aires). Il padre era originario di Loreto e aveva sangue quechua. La madre era basca.

«Mentre lungo i campi si allungavano le ombre del crepuscolo, le chitarre della pampa cominciavano la loro antica stregoneria, tessendo una rete di emozioni e ricordi di fatti indimenticabili. Erano stili dal ritmo sereno, dal discorso distinto e nostalgico, in cui trovavano spazio tutte le parole che ispirano la pianura infinita, i suoi trifogli, il suo monte, il solitario ombú, il galoppo dei puledri, le cose dell’amore assente. Erano milonghe lente, nelle tonalità di do maggiore o mi minore, modi utilizzati dal popolo per descrivere le cose oggettive, per narrare con tono lirico i fatti della pampa. Il canto era l’unica voce nella penombra […]. Così, in pomeriggi infiniti, fui penetrando nel canto della pianura, grazie a questi popolani. Furono loro i miei maestri. Loro e, poi, la moltitudine di popolani che la vita, nel tempo, mi fece incontrare. Ciascuno aveva il ‘proprio’ stile. Ciascuno esprimeva, suonando o cantando, gli eventi che la pampa dettava loro.»
(El canto del viento, I)

Atahualpa in una foto del 1968

La chitarra rimarrà un amore costante lungo tutta la sua vita. Dopo un breve quanto fallimentare approccio al violino, Atahualpa comincia a prendere lezioni di chitarra dal maestro Bautista Almirón, che marca a fuoco il suo destino e la sua vocazione. Scopre, inoltre, un vasto repertorio che supera i confini di quello gauchesco.

«Molte mattine la chitarra di Bautista Almirón riempiva la casa e i roseti del cortile con i preludi di Fernando Sor, di Costes, con i prodigiosi acquarelli di AlbénizGranados, con Tárrega, maestro dei maestri, con le trascrizioni di Pujol, con SchubertLisztBeethovenBachSchumann. Tutta la letteratura chitarristica passava per l’oscura chitarra del maestro Almirón, quasi spargendo benedizioni sul mondo nuovo di un ragazzo di campagna, che si addentrava in un continente incantato, sentendo che questa musica, nel suo cuore, si faceva tanto sacra da eguagliare in virtù il cantare solitario dei gauchos
(El canto del viento, II)

Fin da quando diede a far conoscere i propri poemi utilizzò lo pseudonimo di Atahualpa Yupanqui. L’etimologia di questo nome la diede lui stesso: “Viene da terre lontane per raccontar qualcosa” (Ata: “viene”; Ku: “da lontano”; Alpa: “terra”; Yupanqui: “racconterai”, “devi raccontare”).

Influenze nel panorama musicale italiano

Nel 1981 il musicista italiano Paolo Conte ha pubblicato il brano Alle prese con una verde milonga, contenuto nell’album Paris milonga: la canzone fu ispirata dalla musica e dalla figura di Atahualpa Yupanqui, che Conte conobbe in Italia durante un’edizione del Premio Tenco, e rimane un omaggio che il cantante italiano rese a quello argentino (con ammirazione e ironia, nel testo della canzone Atahualpa è un vero e proprio “dio” della milonga e nelle note al disco di Conte Yupanqui viene presentato come l’«ultimo grande interprete della danza pampera chiamata milonga»).

Paolo Conte – Alle prese con una verde milonga (Live Verona 2005)

Nel 2012 il cantautore italiano Vinicio Capossela ha inserito nell’album Rebetiko Gymnastas il brano Abbandonato, (libera interpretazione) traduzione in italiano del brano Los ejes de mi carreta.

Atahualpa Yupanqui – Los ejes de mi carreta
(Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Atahualpa_Yupanqui)
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Città d’Europa: Roma-Atene Progetto eTwinning S.M.S G.B. Piranesi, Roma Italia Referente Prof.ssa Maria Rosa Mazzola 4° Gymnasio Peristeriou Atene – ppt da scaricare

Maria Rosa Mazzola 2008

Sorgente: Città dEuropa: Roma-Atene Progetto eTwinning S.M.S G.B. Piranesi, Roma Italia Referente Prof.ssa Maria Rosa Mazzola 4° Gymnasio Peristeriou Atene. – ppt scaricare

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